Sulle nostre pagine abbiamo già recensito le VPN più usate e consigliate del Web: NordVPN, Surfshark, PrivateVPN, IPVanish, CyberGhost e CometVPN. Oggi tocca a PlanetVPN, conosciuta soprattutto per la versione gratuita senza limiti di traffico. Noi però abbiamo voluto mettere alla prova l’abbonamento Premium, quello che sblocca tutti i server e il protocollo proprietario StarGuard.
Come valutiamo una VPN
Una VPN deve nascondere completamente il vostro indirizzo IP e perché questo accada client, tunnel e server devono funzionare al meglio. Per noi un servizio VPN degno di questo nome deve essere:
- no log: nessuna registrazione delle sessioni degli utenti;
- sicuro: grazie ai migliori protocolli;
- senza leak: né di IP, né di DNS, né via WebRTC;
- senza limitazioni al traffico: P2P, streaming e VoIP;
- veloce: con server capaci di aggirare i blocchi territoriali.
Le prove le abbiamo fatte da una linea in fibra da 2,5 Gbit, con browserleaks.com, dnsleaktest.com e Speedtest di Ookla, usando il client Windows con abbonamento Premium attivo.
PlanetVPN è sicura?
PlanetVPN è gestita da Free VPN Planet S.R.L., società con sede a Bucarest, in Romania: un paese europeo fuori dalle alleanze di sorveglianza 5/9/14 Eyes. Il nome viene spesso accostato a RusVPN, il servizio da cui ha è nato ma l’azienda sostiene che si tratti di due società distinte. Dichiara una policy no log ma, come per molto altre VPN non è ancora stata verificata da un audit indipendente (aggiorneremo la recensione qualora questo dovesse avvenire in futuro).
Il client Windows offre tre protocolli, selezionabili direttamente dalla schermata principale: OpenVPN, IKEv2 e StarGuard, con cifratura AES-256. Manca invece WireGuard, ormai lo standard per velocità e leggerezza.
Collegati al server francese di Strasburgo con OpenVPN, browserleaks e dnsleaktest hanno mostrato un solo resolver DNS, lo stesso indirizzo OVH del server VPN: il comportamento ideale, perché le richieste DNS vengono risolte direttamente dal server e non lasciano tracce del nostro operatore né del nostro paese.

Un dettaglio sulla rete: gli indirizzi che ci sono stati assegnati appartengono a provider di hosting come OVH in Francia e Bacloud in Lituania; dai nostri test risulta quindi che almeno una parte della rete gira su infrastrutture di terzi.
Il kill switch c’è e si chiama “Kill Switch di rete”, disattivato di default ma consigliamo di mantenerlo attivo dalle impostazioni e vi consigliamo di farlo subito dopo l’installazione. Una volta attivato l’abbiamo provato staccando la rete a connessione in corso: il traffico si è bloccato immediatamente ed è ripreso solo quando il tunnel VPN si è ristabilito, senza leakare (esporre) il nostro indirizzo IP reale. Per approfondimenti, qui spieghiamo a cosa servono kill switch e split tunneling.
StarGuard il protocollo proprietario di Planet VPN
StarGuard è il protocollo sviluppato in casa da PlanetVPN e il suo scopo è duplice: essere più veloce di OpenVPN e IKEv2 e, soprattutto, mascherare il traffico VPN in modo che i sistemi di ispezione dei pacchetti non lo riconoscano. Di recente l’azienda lo ha aggiornato proprio contro i sistemi di censura che analizzano dimensione, tempistiche e comportamento delle connessioni.
Il nostro test ha dato un risultato interessante; con StarGuard selezionato come protocollo di connesione, browserleaks ha classificato la connessione come “Ethernet or modem” con MTU 1500, cioè l’impronta TCP/IP di una normale linea domestica. Con le VPN tradizionali lo stesso campo segnala quasi sempre “generic tunnel or VPN”. A livello di protocollo, insomma, il camuffamento funziona.
C’è un’ultima cosa da sapere: StarGuard non è open source e non ha mai avuto una revisione di sicurezza pubblica. Chi preferisce un protocollo verificato può scegliere sempre il classico OpenVPN, perdendo qualcosa in velocità.
PlanetVPN è una VPN veloce
Per confrontare i tre protocolli ci siamo collegati al server italiano di Arezzo e abbiamo misurato la velocità verso il server Speedtest di Aruba, nella stessa città.
Con StarGuard abbiamo ottenuto 736 Mbps in download e 241 Mbps in upload, con un ping di appena 11 ms: il risultato migliore della prova, che conferma quanto dichiarato da PlanetVPN sul suo protocollo.




PlanetVPN per scaricare dai torrent con server P2P
Nella lista dei server Premium c’è una sezione Special con i server P2P dedicati, divisi per paese: dall’Albania all’Australia, passando per Francia, Finlandia e Grecia. Sui server gratuiti il torrent è invece bloccato. Durante le nostre prove il server di Strasburgo si è collegato al primo tentativo e ha mantenuto prestazioni stabili.
Durante il download non abbiamo riscontrato perdite di pacchetti e l’integrazione con lo split tunneling si è rivelata molto comoda per isolare solo il client torrent e lasciar navigare il resto del sistema sulla connessione normale. L’unica vera mancanza resta il port forwarding manuale: una funzione che non impatta la maggior parte degli utenti di torrent, ma che può fare la differenza per chi usa reti P2P datate (come eMule) o vuole gestire al meglio le connessioni in ingresso per fare seeding verso più utenti contemporaneamente.
PlanetVPN con Netflix e RaiPlay
Su Netflix non abbiamo avuto problemi: collegati all’Italia ci è stato mostrato il catalogo italiano, i titoli sono partiti subito e la riproduzione è rimasta fluida, senza messaggi di errore legati all’uso della VPN.
RaiPlay è invece la nota dolente per Planet VPN: collegati al server italiano di Arezzo, il sito ci ha correttamente geolocalizzati in Toscana ma il player ha mostrato il messaggio secondo cui i contenuti sono disponibili solo per connessioni dall’Italia. Abbiamo provato anche il pulsante “Cambia IP” che assegna un nuovo indirizzo con un clic ma senza successo.
Per chi vuole guardare la TV italiana dall’estero, PlanetVPN al momento non è la scelta giusta.
PlanetVPN nei paesi con censura
Come per CometVPN predevibilmente, non abbiamo potuto provarla in Cina o in Russia. L’assistenza di PlanetVPN dichiara che il servizio funziona in Cina con StarGuard o L2TP, a patto di installare l’app prima di partire. Nessuno però lo ha verificato in modo indipendente e in quei paesi le tecniche di blocco cambiano di settimana in settimana.
Quello che possiamo dire è che il nostro test sull’impronta della connessione va nella direzione giusta: StarGuard fa sembrare il traffico quello di una linea normale. È un buon punto di partenza per reti scolastiche, aziendali o Wi-Fi pubblici che bloccano le VPN, ma non lo considereremmo una garanzia nei paesi con censura pesante.
PlanetVPN ha dei buoni client
PlanetVPN è disponibile per Windows, macOS, Android, iOS, Android TV e router, oltre alle estensioni per Chrome, Firefox, Edge e Opera. Un abbonamento Premium copre fino a 10 dispositivi. A differenza di CometVPN, l’app per Windows è tradotta in italiano.
Il client Windows mette tutto in una sola schermata: elenco dei server con ricerca e preferiti, protocollo selezionabile con un clic, pulsante “Cambia IP” e interruttore dello split tunneling. Quest’ultimo permette di scegliere quali applicazioni far passare dalla VPN e quali no: comodo, ad esempio, per lasciare fuori l’app della banca che rifiuta gli accessi da VPN. Nelle nostre prove ha funzionato senza problemi.
Nelle impostazioni ci sono anche la connessione automatica all’avvio, con la scelta tra ultimo server usato o posizione casuale, e lo zoom dell’interfaccia. Non è un client ricco di opzioni avanzate ma per chi vuole solo collegarsi e dimenticarsene è molto semplice da usare.
La versione gratuita usa lo stesso client ma mostra banner pubblicitari e limita la scelta a pochi paesi: con il Premium la pubblicità sparisce del tutto.
Abbiamo usato anche l’app per iOS su iPhone, che risulta però in inglese, collegandoci a un server in Croazia. L’interfaccia riprende quella desktop: pulsante di connessione, elenco dei paesi e cambio di protocollo direttamente dalla schermata principale. La connessione è arrivata in pochi secondi e la navigazione è rimasta fluida per tutta la sessione senza problemi.
Prezzi e rimborso
Oltre alla versione gratuita, il Premium è disponibile con piani da 1 mese, 1 anno e 4 anni, e i prezzi si possono vedere direttamente in euro. Il piano di 4 anni è quello più conveniente: costa 1,99 euro al mese, cioè 95,52 euro pagati una volta sola, con un risparmio dell’80%. Il piano annuale fa risparmiare il 60%. A questo prezzo PlanetVPN è una delle VPN più economiche sul mercato.
L’abbonamento include oltre 1.260 server, fino a 10 dispositivi, il supporto per torrent e streaming, lo split tunneling e i filtri intelligenti. Si può pagare con carta di credito o criptovalute.
Attenzione al rimborso. La policy ufficiale prevede 14 giorni per il recesso, non i 30 solitamente fornite da altre VPN. La richiesta va fatta via e-mail con una motivazione e, nel caso di pagamento in criptovaluta, vengono rimborsati solo con bonifico. Invece gli acquisti fatti tramite App Store o Google Play seguono le regole degli store per i rimborsi. L’idea è quella che essendo una VPN free, si può provare gratuitamente senza procedere al pagamento e quindi la politica di recesso è leggermente più stringente in questo caso.
Conclusioni
PlanetVPN Premium è una VPN economica che fa bene le cose essenziali. Nei nostri test non ha mostrato leak di IP, IPv6, WebRTC o DNS, supera i 700 Mbps con StarGuard e va bene anche con OpenVPN, ha un kill switch che fa il suo dovere, ha server P2P dedicati, funziona con Netflix Italia e ha un client in italiano con split tunneling. StarGuard è un’aggiunta interessante, perché fa sembrare il traffico quello di una linea domestica.
Ci sono però alcuni limiti: RaiPlay non funziona con i server italiani, manca WireGuard e la policy no log non è certificata. Rispetto a molte altre VPN, PlanetVPN costa meno e gestisce molto bene i DNS ma non offre IP residenziali. Rispetto a NordVPN e Surfshark ha una rete più piccola ma a meno di 2 euro al mese è comunque un’ottima scelta per chi cerca protezione per la privacy, P2P e streaming internazionale senza spendere molto.
- Nessun leak di IP, IPv6, WebRTC e DNS nei nostri test
- StarGuard veloce e capace di mascherare l’impronta della connessione VPN
- Oltre 700 Mbps con StarGuard e buone velocità anche con OpenVPN e IKEv2
- Server P2P dedicati
- Netflix funziona con il catalogo italiano
- RaiPlay bloccato anche con IP italiano
- Niente WireGuard
Articolo curato da
Giuseppe Alemanno
Founder & Tech Nerd
Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.
















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