Ci sono tastiere che si recensiscono, si rimettono nella scatola e si dimenticano nel giro di una settimana. La Epomaker RT82 non è tra queste: dopo oltre un mese di utilizzo quotidiano è ancora sulla nostra scrivania e, senza girarci troppo intorno, è diventata una delle tastiere che preferiamo usare in assoluto.
Il motivo principale si vede al primo sguardo. La RT82 è una 75% dallo stile retrò, con il case color crema e i keycap che richiamano le tastiere da ufficio degli anni ’80 e ’90, e nell’angolo in alto a destra ospita un piccolo schermo da 1,14 pollici chiuso in un guscio che ricorda un vecchio monitor CRT. Lo schermo si aggancia con magneti e contatti pogo, quindi si stacca quando serve.
Sotto l’estetica c’è la stessa base tecnica che abbiamo già apprezzato sulla serie TH: struttura gasket, cinque strati fonoassorbenti, PCB hot swap a 3 e 5 pin e tripla connettività. Abbiamo scelto la versione con gli switch Creamy Jade, cioè quella che punta tutto sul suono pieno e profondo, all’opposto delle versioni silent che avevamo provato finora.
Contenuto della confezione e unboxing
La scatola segue lo stile ormai riconoscibile di Epomaker, con l’illustrazione della tastiera sul fronte e le specifiche sul retro. La RT82 arriva già assemblata, con switch e keycap montati, avvolta in una busta protettiva.
Il mini TV è confezionato a parte e va agganciato al primo avvio: basta avvicinarlo ai contatti e i magneti lo centrano da soli. Il cavo intrecciato è di buona fattura, cosa non scontata negli accessori di serie.
Ecco cosa abbiamo trovato all’interno della confezione:
- La tastiera Epomaker RT82
- Mini TV staccabile con schermo da 1,14 pollici
- Cavo USB-A verso USB-C intrecciato
- Ricevitore wireless 2.4 GHz (alloggiato nella tastiera)
- Estrattore combinato per keycap e switch
- Tre keycap aggiuntivi per macOS
- Due switch di ricambio
- Manuale d’uso multilingua
Sulla TH108 PRO e sulla TH65 il dongle era nascosto sotto un piedino. Qui Epomaker lo ha spostato: il ricevitore 2.4 GHz è infilato in un piccolo alloggiamento sul bordo posteriore, accanto alla porta USB-C e risulta anche molto facile da trovare e utilizzare.
Specifiche Tecniche
La base per l’assemblaggio è quello delle TH ovvero gasket, piastra in policarbonato e cinque strati fonoassorbenti; si tratta poi di avere una batteria più piccola e lo schermo al posto della manopola che solitamente si usa come controllo.
Ecco la scheda tecnica completa di Epomaker TH82:
| Layout | 75%, ANSI US, 80 tasti |
| Struttura e case | Gasket mount, plastica ABS |
| Dimensioni e peso | 326,7 x 143,2 x 39,8 mm, circa 1 kg |
| Piastra | Policarbonato, senza flex cut |
| Insonorizzazione | 5 strati: lattice sandwich, IXPE, pad PET, schiuma inferiore, silicone |
| Switch | Creamy Jade (in prova) oppure Sea Salt Silent |
| Hot swap | Sì, switch a 3 e 5 pin |
| Keycap | PBT a sublimazione, profilo Cherry |
| Stabilizzatori | Montati a piastra e pre-lubrificati |
| Connettività | USB-C, Bluetooth 5.0 (3 dispositivi), 2.4 GHz con dongle |
| Batteria | 4.000 mAh, da 14 a 115 ore dichiarate |
| Polling rate e latenza | 1000 Hz via cavo e 2.4 GHz, 125 Hz in Bluetooth. 3, 5 e 15 ms dichiarati |
| Schermo | LCD da 1,14 pollici, staccabile con aggancio magnetico |
| Illuminazione | RGB per tasto south facing |
| Angoli di digitazione | 5, 7,5 e 11 gradi con piedini a due stadi |
| Software | EPOMAKER Hub via browser (tasti, luci, schermo, macro), supporto VIA |
| Compatibilità | Windows, macOS, Android |
| Prezzo di listino | Vedi prezzo |
Design, materiali ed ergonomia
Epomaker RT82 esiste in una sola colorazione che l’azienda chiama Retro White: dal vivo è un bianco caldo che vira leggermente verso un color crema, abbinato a keycap in due tonalità di beige con qualche colori diversi sui tasti ESC, INVIO e barra spaziatrice.
Il case è in plastica ABS spessa che su una tastiera da meno di cento euro è la scelta che ci aspettavamo. La sorpresa ancora una volta però è la solidità: abbiamo provato a piegarla con due mani e a premere al centro, senza ottenere scricchiolii né flessioni evidenti e quindi la qualità costruttiva è veramente ottima. Il peso di circa 1kg fa il resto in quanto durante la scrittura veloce la tastiera resta esattamente stabile, dove l’abbiamo collocata.
La basa di Epomaker RT82 ha gommini antiscivolo e i classici piedini con due altezze diverse. A riposo l’inclinazione è di 5 gradi, con il primo scatto si sale a 7,5 e con il secondo a 11. Noi abbiamo passato quasi tutto il mese sul livello intermedio, che con un’altezza frontale di circa 22 mm permette di scrivere a lungo anche senza usare un poggiapolsi.
Sul bordo posteriore, a sinistra, si trovano la porta USB-C, il selettore fisico a tre posizioni per usare la tastiera via cavo, Bluetooth oppure con il dongle 2.4 GHz. Proprio accanto è presente il vano del dongle. Rispetto alle tastiere TH di Epomaker, manca il secondo interruttore per Windows e macOS che qui si cambia da tastiera.
Epomaker RT82 è venduta esclusivamente con layout ANSI americano: INVIO orizzontale, nessun tasto dedicato alle lettere accentate e serigrafie in inglese.
Per scrivere in italiano basta impostare nel sistema operativo la tastiera US internazionale e usare dead keys per le vocali accentate; in ogni caso è una cosa a cui ci si abitua in fretta se si passano molte ore al computer.
Il layout 75% di Epomaker RT82
Il formato 75% è il compromesso che funziona meglio per chi passa da una tastiera completa tradizionale. Rispetto alla TH108 PRO si perde il tastierino numerico ma la riga dei tasti funzione resta al suo posto e le frecce sono comode da utilizzare. A destra c’è la colonna con quattro tasti di navigazione: Home, CANC, PAG SU e PAG GIÙ.


L’angolo in alto a destra è l’unico punto in cui Epomaker RT82 è diversa rispetto alle altre 75%; infatti come abbiamo visto, molti modelli hanno una manopola o un paio di tasti extra, qui ritroviamo lo schermo piccolo sempre dal sapore retrò.
Il mini TV: lo schermo staccabile
Per quanto riguarda il display, si tratta di un LCD da 1,14 pollici inserito in un guscio a forma di piccolo televisore, sollevato di circa tre centimetri rispetto al piano dei tasti. Si collega tramite contatti pogo e magneti: si stacca facilmente con un gesto e si riaggancia allo stesso modo, con uno scatto deciso.
La nitidezza del display è migliore di quanto ci aspettassimo da un pannello così piccolo e dalla normale posizione di seduta si legge senza sforzo. Con FN più INVIO si passa tra tre modalità:
- Stato: data, ora, livello batteria a tacche, modalità Windows o macOS, tipo di connessione e blocco maiuscole
- Macchina da scrivere: mostra in tempo reale il tasto appena premuto
- GIF: riproduce in loop fino a tre immagini o animazioni personalizzate (formato .gif)
Nell’uso quotidiano abbiamo tenuto quasi sempre la modalità di stato: ora e data sempre sotto gli occhi, insieme a connessione attiva e batteria residua, sono più utili di quanto sembri.
L’unico limite è che la batteria è indicata a tacche e non in percentuale, quindi la stima resta approssimativa. La modalità macchina da scrivere ha anche un risvolto pratico: funziona come tester dei tasti, comodo soprattutto dopo aver sostituito qualche switch.

Il mini TV sporge dal profilo della tastiera, quindi è il primo pezzo a rischiare quando la si mette nello zaino o la si capovolge per pulirla. In questi casi conviene staccarlo e riporlo a parte.
Senza schermo restano però i contatti pogo scoperti e un vano vuoto nell’angolo: non è il massimo né dal punto di vista estetico né per la polvere. Un coperchio magnetico in dotazione sarebbe stata la soluzione ideale.
Switch Creamy Jade e struttura gasket
La versione che abbiamo provato aveva gli switch Creamy Jade che sono switch lineari a 5 pin pre-lubrificati, con 45±5 gf di azionamento e 50±5 gf a fondo corsa, pre-travel di 2 mm e corsa totale di 3,6 mm.
Comunque bisogna dire che non è una tastiera silenziosa e la stessa Epomaker classifica i Creamy Jade come switch rumorosi che in una stanza condivisa si sentono, soprattutto in sessioni di digitazione più energiche.
All’interno della tastiera ci sono dei gommini in silicone (che è la cosiddetta struttura gasket) e ben cinque strati di materiale fonoassorbente: serve tutto a evitare che la tastiera suoni “vuota” o di plastica e ad assorbire i rimbombi, offrendo una sensazione di pressione morbida ma ben precisa.
Anche i tasti più grandi, come la barra spaziatrice, l’INVIO e il MAIUSC, non ballano e non fanno quel fastidioso tintinnio metallico perché i loro supporti interni arrivano già lubrificati di fabbrica. Inoltre la scheda interna è di tipo hot-swap: significa che se in futuro vorrai cambiare i tasti (switch) per provarne di più silenziosi o con una resistenza diversa, potrai sfilare quelli vecchi e infilare i nuovi a pressione, senza dover usare un saldatore.
Epomaker vende la RT82 con due switch diversi e la scelta pesa molto più di qualsiasi altro dettaglio.
Gli switch Creamy Jade che abbiamo provato sono per chi vuole sentire la tastiera: suono profondo, corsa leggera e scorrevole, ideali a casa o in un ufficio privato mentre esiste la versione con Sea Salt Silent che sono switch lineari silenziati che richiedono una forza simile e una corsa leggermente più corta: la scelta giusta per ambienti di lavoro open space, call frequenti o sessioni di ditazione notturne.
Keycap e illuminazione RGB
I keycap sono in PBT con scritte a sublimazione, quindi non sbiadiscono con l’uso e non diventano lucidi dopo qualche mese. Il profilo Cherry è leggermente più basso di quello classico e ha i tasti sagomati riga per riga con inclinazioni diverse: in questo modo formano una leggera curva che segue il naturale movimento delle dita, risultando molto comodo per chi è abituato alle tastiere da ufficio.

Gli effetti sono parecchi e vanno dal Solid Reactive al Digital Rain anche se abbiamo finito per tenere un’illuminazione statica a bassa luminosità, oppure spenta del tutto perché comunque i LED influiscono sulla durata della batteria della tastiera.
Il configuratore EPOMAKER Hub
Tutta la configurazione passa dal tool web EPOMAKER Hub che è lo stesso configuratore web che avevamo già usato con le TH. Epomaker RT82 viene riconosciuta subito e l’interfaccia è divisa in sezioni: Key Remap, Lighting, Screen, Macro, Other Settings e lo storico degli aggiornamenti firmware.

In Lighting si sceglie l’effetto RGB e si regolano velocità, luminosità e colore. In Screen ci sono i tre slot per le immagini del mini display e un piccolo editor GIF con risoluzione di 240 x 136 pixel: si carica il file, lo si ritaglia con zoom, rotazione e ribaltamento, si regolano saturazione e tonalità e si possono aggiungere testo o disegni. Per il trasferimento serve il cavo USB collegato.

L’orologio dello schermo non prende l’ora dal computer in automatico. Collegate la tastiera via cavo, aprite la sezione Screen dell’Hub e premete Sync Time: data e ora vengono allineate a quelle del PC!
Connettività, prestazioni e autonomia
Le tre modalità si scelgono dal selettore posteriore. In 2.4 GHz si tiene premuto FN più R per l’abbinamento, mentre in Bluetooth 5.0 si usano FN più Q, W o E, una combinazione per ciascuno dei tre dispositivi memorizzabili. Il piccolo schermo conferma ogni passaggio e risulta molto utile in questo frangente.

Nel gaming Epomaker RT82 se la cava bene con single player, strategici e sparatutto giocati senza ambizioni competitive. C’è il N-Key rollover. Mancano però le funzioni da esport come rapid trigger, attuazione regolabile o polling a 8000 Hz che Epomaker riserva alla serie di tastiere HE.


Dopo la TH65 da 8.000 mAh e la TH108 PRO da 10.000 mAh, i 4.000 mAh della RT82 si fanno sentire. Con RGB e schermo sempre accesi si arriva a fine giornata, non oltre.
Il consiglio è spegnere l’illuminazione quando non serve e tenere il cavo sulla scrivania: la RT82 funziona normalmente anche durante la ricarica, quindi basta collegarla nelle giornate più lunghe senza interrompere il lavoro.
Conclusioni e dove comprarla
Epomaker RT82 è arrivata come la tastiera con il display e ne esce come una delle nostre preferite. Il merito non è solo dell’estetica retrò che è riuscitissima ma di un modo di digitare che con i Creamy Jade e la struttura gasket risulta piacevole dall’inizio e fino all’ultimo momento della giornata. Formato 75%, PCB hot swap e configurazione da browser completano un pacchetto difficile da trovare a questo prezzo.

Per chi cerca una 75% con personalità, che si faccia notare sulla scrivania e che suoni bene senza alcuna modifica, Epomaker RT82 è una scelta che consigliamo senza riserve.
EPOMAKER RT82 Tastiera Meccanica Wireless con Schermo, Personalizzabile | 2.4GHz/USB-C/BT5.0, Retroilluminazione RGB, 5 Strati Fonoassorbenti, PBT, Hot-Swap, Tastiera da Gaming Retro (Creamy Jade)
- Estetica retrò riuscita e ben rifinita
- Switch Creamy Jade scorrevoli e dal suono pieno
- Mini TV nitido e utile
- Layout 75% con riga funzione completa
- Case in ABS solido e senza scricchiolii
- Autonomia limitata con schermo e RGB accesi
- Contatti pogo scoperti quando si stacca lo schermo
Articolo curato da
Giuseppe Alemanno
Founder & Tech Nerd
Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.



















