32 migliori serie TV da vedere su HBO Max Italia

A inizio 2026 il panorama dello streaming italiano è stato impreziosito dall’arrivo di HBO Max, il servizio streaming di Warner Bros. Discovery. Non un arrivo qualsiasi, quindi, dato che stiamo parlando di HBO, che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila ha rivoluzionato il mondo delle serie TV, fino ad allora confinata nella TV tradizionale.

Se hai da poco acquistato un piano di abbonamento alla piattaforma o vuoi semplicemente farti un’idea migliore sui contenuti presenti in catalogo, di seguito trovi la nostra selezione aggiornata a Luglio 2026 delle 32 migliori serie tv da vedere su HBO Max Italia.

Le 5 imperdibili se parti da zero

Se hai appena attivato l’abbonamento e non sai da dove iniziare, questi sono i cinque titoli con cui ti consigliamo di partire, prima ancora di perderti nel catalogo completo che trovi più sotto.

The Sopranos è il punto zero: senza Tony Soprano non esisterebbe buona parte della televisione degli ultimi vent’anni, ed è il modo migliore per capire cosa significhi davvero il marchio HBO. Da lì il passo verso The Wire è naturale, anche se richiede pazienza nelle prime puntate: è la serie che più di ogni altra ha raccontato come funziona (e come si sfalda) una città americana.

Per qualcosa di più recente e immediato, Succession è la scelta perfetta se ami i dialoghi affilati e la tossicità delle famiglie, mentre Chernobyl si divora in cinque episodi e resta in testa per settimane. Chiude il quintetto The Last of Us, che funziona molto bene anche per chi non ha mai toccato il videogioco e rappresenta una delle serie più spettacolari di HBO oggi.

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A Knight of the Seven Kingdoms

Prequel de Il Trono di Spade, il cavaliere Ser Duncan l’Alto (Peter Claffey) e lo scudiero Egg (Dexter Sol Ansell) impareranno il significato di cavaliere in una realtà crudele e spietata. Il suo debutto su HBO risale a gennaio 2026. Il tono è volutamente più intimo e picaresco rispetto alle grandi battaglie a cui ci ha abituato la saga: qui contano il codice cavalleresco, i tornei di provincia e il rapporto tra i due protagonisti.

Band of Brothers – Fratelli al fronte

Miniserie in dieci puntate del 2001, ispirata dal libro Banda di fratelli del 1992 dello storico Stephen Ambrose: è ambientata nella seconda guerra mondiale e ha al centro le vicende della Compagnia Easy degli Stati Uniti d’America. Prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, resta ancora oggi il metro di paragone per ogni war drama televisivo, sia per la ricostruzione storica sia per la scelta di raccontare il conflitto dal punto di vista dei singoli soldati.

Boardwalk Empire – L’impero del crimine

In onda su HBO tra il 2010 e il 2014 per cinque stagioni e 56 episodi totali, la serie di Terence Winter è ambientata nell’epoca del proibizionismo negli Stati Uniti d’America e vede la firma anche di Martin Scorsese nel ruolo di produttore e regista dell’episodio pilota. Steve Buscemi guida un cast enorme nei panni di Nucky Thompson, e la ricostruzione della Atlantic City degli anni Venti resta una delle più curate mai viste in tv.

Chernobyl

Miniserie del 2019 scritta da Craig Mazin, ricostruisce il disastro nucleare del 1986 e soprattutto la catena di bugie e silenzi che lo ha reso possibile. Cinque episodi asciutti, girati con una freddezza quasi documentaristica, che restano tra le cose più angoscianti mai trasmesse da HBO: se devi vedere una sola miniserie del catalogo, è questa.

Dune: Prophecy

Prequel del film Dune del 2021, nella prima stagione trasmessa nel 2024 ha raccontato i primi anni della sorellanza Bene Gesserit tramite la storia delle sorelle Tula e Valya Harkonnen. Rispetto ai film di Villeneuve il baricentro si sposta sulle cospirazioni di corte e sul potere politico, più che sulle sabbie di Arrakis.

Euphoria

La serie televisiva di Sam Levinson che ha fatto conoscere al grande pubblico il talento dell’attrice protagonista Zendaya, oltre a lanciare anche l’attrice statunitense Sydney Sweeney. Dopo tre stagioni e 26 episodi, si è conclusa nel maggio 2026. Fotografia allucinata, colonna sonora curatissima e un racconto dell’adolescenza che non fa sconti: dipendenze, identità e relazioni tossiche raccontate senza filtri.

Game of Thrones (Il Trono di Spade)

Una delle serie tv più famose degli ultimi trent’anni. Ideata da David Benioff e D. B. Weiss, è stata trasmessa su HBO da aprile 2011 a maggio 2019 per un totale di otto stagioni, prendendo spunto dai romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin. Il finale ha diviso il pubblico, ma il percorso che porta fino a lì resta un pezzo di storia della televisione: intrighi, tradimenti e la certezza che nessun personaggio è davvero al sicuro.

Girls

Quattro amiche si sono da poco trasferite a New York, dove desiderano costruirsi la loro vita. Il personaggio principale è Hannah (Lena Dunham), che sogna di diventare una scrittrice ma prima deve affrontare le conseguenze di una scelta drastica dei genitori. Sei stagioni di comicità imbarazzante e crudele, capaci di raccontare i vent’anni con un realismo che all’epoca fece discutere parecchio.

Hacks

Lucia Aniello, Jen Statsky e Paul W. Downs raccontano la storia di Deborah Vance, leggendaria comica della città di Las Vegas, e Ava Daniels, una sceneggiatrice poco più che ventenne. La loro inaspettata unione contribuirà a un altrettanto inatteso riscatto. Jean Smart è semplicemente perfetta nel ruolo, e lo scontro generazionale tra le due protagoniste regala alcune delle battute più affilate degli ultimi anni.

Half Man

Miniserie ideata da Richard Gadd che ha fatto il suo debutto su HBO nell’aprile 2026, segue il turbolento rapporto tra Niall Kennedy e Ruben Pallister, figli di due madri unite da una relazione e cresciuti come se fossero veri e propri fratelli. Dopo Baby Reindeer, Gadd conferma la sua capacità di scavare nel disagio maschile senza mai cercare la scorciatoia consolatoria.

House of the Dragon

Un altro prequel de Il Trono di Spade, in onda dal 2022 su HBO, che racconta al pubblico l’inizio della fine della Casa Targaryen ispirandosi al romanzo Fuoco e sangue di George R. R. Martin. La Danza dei Draghi è una guerra civile familiare, e la serie ha il merito di riportare al centro proprio quel gioco di alleanze e tradimenti che aveva reso grande la serie madre.

Landscapers – Un crimine quasi perfetto

Miniserie anglo-statunitense del 2021 diretta da Will Sharpe e sceneggiata da Ed Sinclair, si basa sulla storia vera dell’omicidio di due cittadini del Nottinghamshire avvenuto nel 1998, un crimine rimasto senza spiegazione per più di dieci anni. Olivia Colman guida un racconto che gioca continuamente con i registri, alternando il true crime alla messa in scena teatrale e cinefila.

Mare of Easttown (Omicidio a Easttown)

Altra miniserie del 2021 con protagonista l’attrice premio Oscar Kate Winslet. Mare of Easttown racconta le indagini della detective di una piccola città della Pennsylvania su un caso di cronaca nera. Più che il giallo, quello che resta è il ritratto di una comunità operaia in decadenza e di una donna che porta addosso il proprio lutto in ogni scena.

Peacemaker

Serie tv di supereroi ispirata all’omonimo personaggio di DC Comics, qui interpretato da un effervescente John Cena. È andata in onda su HBO per due stagioni, tra il 2022 e il 2025, per un totale di sedici episodi. James Gunn firma un prodotto volgare, violento e inaspettatamente commovente, con una delle sigle più imitate della televisione recente.

Portobello

Ideata, diretta e scritta da Marco Bellocchio, la miniserie televisiva italo-francese del 2026 Portobello è incentrata sulla storia di Enzo Tortora (Fabrizio Gifuni), conduttore dell’omonima trasmissione e uno dei volti più popolari della televisione italiana. Il racconto di uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani, affidato a un regista che di processi mediatici e ferite nazionali se ne intende parecchio.

Rooster

Bill Lawrence e Matt Tarses sono le menti di una delle migliori serie televisive del 2026, incentrata sulla storia di Greg Russo (Steve Carell), uno scrittore in crisi, e il suo rapporto con la figlia Kate, docente d’arte al Ludlow College. Chi ha amato Shrinking e Ted Lasso ritroverà la stessa formula: battute rapidissime che coprono ferite molto profonde.

Scenes from a marriage (Scene da un matrimonio)

Miniserie in cinque puntate del 2021 ideata da Hagai Levi, remake dell’omonima miniserie svedese del 1973 di Ingmar Bergman, con protagonisti nei panni di una coppia americana contemporanea Oscar Isaac e Jessica Chastain. Cinque episodi fatti quasi solo di dialoghi in stanze chiuse, e proprio per questo tra le cose più dolorose e magnetiche viste su HBO.

Sex and the City

Una pietra miliare della serialità d’Oltreoceano ideata da Darren Star, a cui dovevamo già dire grazie per Beverly Hills 90210 e Melrose Place. La serie racconta la vita di quattro inseparabili amiche di New York per sei stagioni e 94 episodi complessivi. Rivista oggi mostra qualche ruga, ma il modo in cui ha portato sesso, carriera e amicizia femminile in prima serata ha cambiato le regole del gioco.

Silicon Valley

Nonostante il primo episodio risalga al 2014, la serie televisiva di Mike Judge, John Altschuler e Dave Krinsky è più attuale che mai. Il protagonista Richard Hendricks, ingegnere informatico di talento, è interpretato dall’attore Thomas Middletitch. La satira sulle startup, sui round di finanziamento e sui guru della tecnologia è invecchiata benissimo, e chi lavora nel settore riderà con un certo imbarazzo.

Six Feet Under

Cinque stagioni di notevole successo per una serie che vede ogni episodio (63 in totale) iniziare con un decesso e fare riferimento con il titolo alla profondità a cui s’interra una bara negli Stati Uniti d’America (6 piedi corrispondono a 1,83 metri circa). Creata da Alan Ball, è ancora oggi citata per avere uno dei finali più belli e commoventi della storia della televisione.

Succession

Ideata da Jesse Armstrong e trasmessa dal 2018 al 2023 per quattro stagioni e 39 episodi, la serie segue la storia della famiglia Roy, titolare di uno dei principali conglomerati di media a livello mondiale (la Waystar-Royco). Una tragedia shakespeariana travestita da commedia aziendale, dove ogni battuta è un coltello e nessuno dei protagonisti merita davvero di vincere.

The Last of Us

Clamorosa serie di Craig Mazin e Neil Druckmann ispirata all’omonimo videogioco, con protagonisti Pedro Pascal e Bella Ramsey. La prima stagione, trasmessa nel 2023, ha vinto 8 Primetime Emmy Awards. È il adattamento videoludico che ha finalmente rotto la maledizione, soprattutto grazie alla scelta di puntare sui rapporti umani più che sugli infetti.

The Leftovers – Svaniti nel nulla

La serie creata da Damon Lindelof e Tom Perrotta è stata trasmessa dal 2014 al 2017 su HBO per tre stagioni complessive e 28 episodi. Il titolo fa riferimento al 2% della popolazione mondiale – circa 140 milioni di persone – che il giorno 14 ottobre 2011 scompare nel nulla: l’inizio della serie è fissato tre anni dopo l’inquietante evento. Alla serie non interessa spiegare cosa sia successo, ma raccontare come si convive con un lutto senza risposta: se accetti questo patto, è un’esperienza che difficilmente dimenticherai.

The Newsroom

Gli amanti del mondo del giornalismo e dei media troveranno in Newsroom, la serie di Aaron Sorkin trasmessa per tre stagioni su HBO dal 2012 al 2014, un piccolo capolavoro. Ogni episodio – in totale sono 25 – ha una durata di 60 minuti. Dialoghi fiume, walk and talk e un idealismo dichiarato che qualcuno trova retorico e qualcun altro irresistibile.

The Night Of – Cos’è successo quella notte?

Altra miniserie in otto puntate ispirata alla prima stagione di Criminal Justice, serie del 2008 trasmessa dalla BBC nel Regno Unito. Scritta da Steven Zaillian e Richard Price, ha ricevuto un eccezionale riscontro da parte della critica anche grazie a un eccezionale John Turturro nei panni dell’avvocato John Stone. Più che un legal thriller è il racconto di come il sistema giudiziario e il carcere trasformino una persona, indipendentemente dalla sua colpevolezza.

The Penguin

Spin-off del film The Batman del 2022 e basata sul celebre personaggio di DC Comics, ha per protagonista l’attore Colin Farrell, affiancato in questa serie da Rhenzy Feliz e Cristin Milioti. A scrivere la sceneggiatura della miniserie televisiva in 8 puntate è stata Lauren LeFranc. Il risultato somiglia più a un crime drama di stampo mafioso che a un cinecomic, con una Cristin Milioti che ruba la scena in ogni episodio.

The Pitt

Acclamata serie televisiva statunitense ambientata nel pronto soccorso del Trauma Medical Center di Pittsburgh. Il protagonista è il dottor Michael “Robby” Robinavitch, interpretato dall’attore Noah Wyle. La struttura in tempo reale, con ogni episodio che copre un’ora di turno, restituisce una tensione e un realismo che il medical drama classico aveva ormai perso.

The Sopranos (I Soprano)

Il 10 gennaio 1999 è una data fondamentale per la serialità di ieri, oggi e domani: negli Stati Uniti andava in onda la prima puntata della serie I Soprano, con al centro le vicende dell’omonima famiglia mafiosa italoamericana e del suo capofamiglia Tony (James Gandolfini). È la serie che ha inventato l’antieroe televisivo moderno, e senza la quale probabilmente non esisterebbero né Breaking Bad né Mad Men.

The Undoing – Le verità non dette

Miniserie in sei puntate ideata da David E. Kelley con un pizzico d’orgoglio italiano, visto che nel bel mezzo di un cast stellare – tra gli altri Nicole Kidman e Hugh Grant – figura anche la nostra Matilda De Angelis in un ruolo centrale per il racconto. Sei episodi costruiti come un meccanismo a orologeria, tra alta società newyorkese e sospetti che cambiano bersaglio a ogni puntata.

The White Lotus

Il deus ex machina Mike White è alla base di uno dei principali successi mediatici degli anni Venti del nuovo millennio. La serie antologica statunitense racconta le vicissitudini che si vengono di ospiti e personale in una catena di villaggi turistici in un arco temporale ristretto. Ogni stagione cambia location e cast, ma la formula resta: ricchi in vacanza, servitù che li osserva e un cadavere annunciato fin dalla prima scena.

The Wire

Una delle migliori serie mai scritte di sempre, così è stata definita la serie televisiva trasmessa su HBO dal 2002 al 2008 per 60 episodi complessivi, che racconta il rapporto della società americana con il traffico della droga. Ogni stagione mette sotto la lente un pezzo diverso di Baltimora – porto, politica, scuola, giornalismo – e il risultato è meno un poliziesco che un trattato di sociologia urbana.

True Blood

In una lista di questo genere non poteva mancare una serie sui vampiri. A servirla è Alan Ball, traendo ispirazione dai romanzi del Ciclo di Sookie Stackhouse della scrittrice Charlaine Harris. Dopo sette intense stagioni, l’ultima puntata è stata trasmessa nel 2014. Sesso, sangue e una Louisiana gotica: il tono è volutamente pulp e non prende mai troppo sul serio se stesso.

Veep – Vicepresidente incompetente

Adattamento della serie comica britannica The Thick of It, la serie ideata da Armando Iannucci segue le vicende di Selina Meyer (Julia Louis-Dreyfus), immaginaria vicepresidente degli Stati Uniti d’America, e del suo disastroso staff. Julia Louis-Dreyfus ha vinto sei Emmy consecutivi per questo ruolo, e la scrittura resta una delle più cattive e citabili della commedia televisiva americana.

Federico Pisanu

Articolo curato da

Federico Pisanu

Tech Expert

Esperto del mondo Apple e di tutto quello che succede in ambito tech: scrive contenuti per chi vuole restare aggiornato senza perdersi nulla.

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