Torniamo a parlare di Sharge e lo facciamo con il successore diretto di un prodotto che avevamo apprezzato non poco lo scorso anno. Parliamo del DiskPro 2, la seconda generazione di quell’ibrido tra SSD portatile, hub e docking station che l’azienda aveva lanciato con la prima campagna Kickstarter. Anche stavolta il debutto passa dal crowdfunding ma il progetto ha ormai una sua identità precisa e un pubblico che aspettava questa evoluzione.
Rispetto al primo modello, che avevamo recensito qui, il DiskPro 2 cambia la filosofia su un punto che ci sta particolarmente a cuore: lo slot SSD è ora aperto e ospita un disco NVMe M.2 che scegli e monti tu. Niente più capacità saldata in fabbrica.
Abbiamo avuto tra le mani la versione Ultra, quella con uscita HDMI 2.1, e l’abbiamo usata per diverse settimane tra scrivania, zaino e Steam Deck. Vediamo com’è andata e, soprattutto, se valga la pena rispetto al modello che sostituisce.
Unboxing e contenuto della confezione
La confezione riprende in tutto e per tutto lo stile della prima generazione: packaging compatto, cartone riciclato, essenziale. Dentro non troviamo sorprese eclatanti ma nemmeno mancanze, e qualcosa in più rispetto al passato c’è.
Il contenuto della confezione è questo:
- Sharge DiskPro 2 (versione Ultra) con cavo-cordino USB-C integrato
- Cacciavite Torx per l’apertura del vano SSD
- 2 anelli magnetici adesivi per dispositivi non metallici
- Guida rapida
La novità che salta all’occhio è il cacciavite Torx incluso: serve per aprire il vano dell’SSD, ed è una piccola dichiarazione d’intenti. Sharge ci sta dicendo che questa volta il disco lo gestisci tu. Il resto degli accessori è in linea con quanto già visto.
Caratteristiche tecniche
Il DiskPro 2 mantiene il form factor da carta di credito ma ridisegna l’interno. Il cambiamento più importante è l’abbandono dello storage fisso a favore di uno slot M.2 accessibile, compatibile con i formati 2230, 2242 e 2280 fino a 8 TB. Cambia anche l’architettura interna, ora basata su un sistema a quattro controller indipendenti che gestiscono separatamente storage, hub USB, uscita video e alimentazione.
Riepiloghiamo tutto nella tabella qui sotto, riferita alla versione Ultra in nostro possesso.
| Interfaccia principale | USB-C 3.2 Gen 2 (10 Gbps) |
| Storage | Slot M.2 NVMe aperto (2230 / 2242 / 2280), fino a 8 TB — SSD non incluso |
| Architettura | 4 controller indipendenti (storage, hub, video, power) |
| Velocità trasferimento | Fino a circa 1.000 MB/s (limite USB 3.2 Gen 2) |
| Dimensioni (L × W × H) | 90 × 61 × 11 mm |
| Porte aggiuntive | 1 × USB-A 3.0 (10 Gbps), 1 × USB-A 2.0 (480 Mbps), 1 × USB-C PD, 1 × HDMI 2.1 (solo Ultra) |
| Supporto video | 4K@144 Hz, 8K@30 Hz (versione Ultra) |
| Ricarica passante | PD fino a 100 W (ingresso), 80 W (uscita) |
| Raffreddamento | Ventola attiva PWM (fino a 10.000 RPM) + dissipazione passiva in alluminio |
| Compatibilità MagSafe | Sì, magnete integrato + anelli inclusi |
| Materiali | Alluminio e policarbonato trasparente premium |
| Compatibilità | Windows, macOS, Linux, Android, iOS |
| Varianti | Lite e Ultra (Ultra con HDMI 2.1) |
| Origini | Progetto nato su Kickstarter |
| Prezzo Kickstarter | vedi offerta in basso |
Una precisazione utile: le due varianti Lite e Ultra condividono lo stesso slot SSD e le stesse capacità supportate. La differenza sta nella sezione video e nella gestione dell’alimentazione, con la Ultra che aggiunge l’uscita HDMI 2.1 completa. Se il tuo obiettivo è usarlo anche come dock verso una TV o un monitor, la Ultra è la versione da prendere.
Design e qualità costruttiva
Chi conosce la prima generazione si troverà subito a casa. L’estetica cyberpunk con scocca trasparente che lascia intravedere l’elettronica e la ventola è rimasta, ed è ancora uno dei tratti più riconoscibili del prodotto. Il retro è in metallo con il magnete integrato per l’aggancio MagSafe, mentre la parte superiore trasparente mostra il controller e le componenti interne.
Le dimensioni non cambiano: 90 × 61 × 11 mm, sempre paragonabili a una carta di credito. Il peso resta contenuto e la sensazione al tatto è quella di un oggetto denso e ben assemblato. Alluminio anodizzato e policarbonato di buona qualità continuano a fare la loro figura.

La grande novità strutturale è il vano SSD apribile. Sharge dichiara che basta una sola vite Torx per accedere allo slot e montare il disco in meno di trenta secondi. Nella pratica confermiamo: l’operazione è banale, la vite è una sola, il pad termico è già posizionato e l’M.2 scivola in sede senza forzature. È un salto notevole rispetto al primo DiskPro, dove il disco era sigillato e la capacità andava scelta all’acquisto senza possibilità di ripensamenti.
Il layout delle porte resta chiaro e ben etichettato. Sulla versione Ultra troviamo la USB-C Power Delivery da 100 W, l’HDMI 2.1, una USB-A 3.0 a 10 Gbps e una USB-A 2.0. Sopra al device ci sono il tasto per forzare la ventola in modalità turbo e lo switch per disattivare l’SSD lasciando attivo solo l’hub, esattamente come sul modello precedente. Il cordino USB-C integrato si avvolge attorno al corpo e si aggancia alla porta quando non lo usi.
Resta il piccolo neo, ereditato dal predecessore, della porta Type-C di input un po’ incassata: alcuni cavi con connettore particolarmente spesso fanno fatica a entrare del tutto. Nulla di drammatico con il cordino incluso o con cavi standard, ma è bene saperlo se usi cavi di terze parti dalla scocca robusta.
Test DiskPro 2 e SSD installato
Per i test abbiamo montato nel vano un SSD NVMe M.2 da 1 TB di fascia media, così da valutare l’enclosure senza che fosse il disco a fare da collo di bottiglia. Va detto subito: il DiskPro 2 è un enclosure USB 3.2 Gen 2 a 10 Gbps, quindi il tetto pratico resta intorno al gigabyte al secondo, indipendentemente da quanto sia veloce l’NVMe che ci infili dentro. Non aspettarti numeri da Thunderbolt o USB4: non è quello il suo campo da gioco, e nemmeno il suo prezzo.
Le nostre prove le abbiamo fatte su macOS, collegando il DiskPro 2 a un MacBook e usando AmorphousDiskMark. In lettura sequenziale ci siamo attestati poco sotto il gigabyte al secondo, con la scrittura sequenziale su valori vicini dopo il warm-up. Sono cifre in linea con quanto avevamo registrato sul primo DiskPro e coerenti con il limite dell’interfaccia: qui non si guadagna in picco, si guadagna in libertà di scelta del disco.
Il vantaggio dell’architettura a quattro controller si sente soprattutto quando l’SSD lavora in contemporanea all’hub e all’uscita video: collegando periferiche e monitor mentre trasferivamo file pesanti non abbiamo notato cali sensibili sul disco, segno che le funzioni non si rubano banda a vicenda come talvolta accade sugli hub economici.
Il capitolo raffreddamento merita una nota. La ventola PWM parte in automatico quando serve e si può forzare in turbo col tasto dedicato. In termini di dissipazione fa il suo lavoro e tiene lontano il throttling anche nei trasferimenti lunghi. Sul fronte rumore restiamo sulla stessa lunghezza d’onda del primo modello: in turbo la ventola si fa sentire, e in un ambiente silenzioso il ronzio è percepibile. In modalità automatica, per usi leggeri, resta invece più discreta.
Sul fronte compatibilità nessuna sorpresa: Windows, macOS e Linux lo riconoscono senza driver, così come i device Android con USB-C OTG. Su iPhone la connessione dati e l’alimentazione passano dal cavo USB-C ormai standard sui modelli recenti, e il magnete MagSafe permette di agganciarlo direttamente al telefono per registrare video senza cavi che penzolano.
Funzionalità aggiuntive e Hub integrato
Come per il predecessore, il valore aggiunto del DiskPro 2 non è solo nello storage ma nella sua natura di docking station tascabile. La versione Ultra, con la sua HDMI 2.1, è quella che sfrutta meglio questa vocazione.
Collegandolo allo Steam Deck via HDMI abbiamo ottenuto un segnale 4K a 144 Hz pulito, sfruttando appieno l’uscita della variante Ultra. Con il MacBook l’uscita video ha gestito senza problemi anche configurazioni multi-monitor. In pratica, tra USB-A per mouse e tastiera, uscita video e pass-through da 100 W per alimentare l’host, si sostituisce senza troppi rimpianti una docking station tradizionale, con l’ingombro di una carta di credito.
Il pass-through Power Delivery fino a 100 W garantisce alimentazione stabile all’host mentre il disco è sotto carico, e nelle nostre prove ha ricaricato un MacBook senza incertezze anche con l’SSD in piena attività. Come sul primo modello, resta valida la clausola Nintendo: il supporto a Switch via uscita video USB-C è storicamente problematico per le restrizioni della console, quindi non contare su questo scenario come punto fermo.
Nel complesso, l’hub fa quello che promette e lo fa in un corpo minuscolo. La differenza rispetto alla concorrenza degli hub economici sta proprio nella gestione simultanea delle funzioni, dove i quattro controller evitano i colli di bottiglia tipici delle soluzioni tuttofare a basso costo.
DiskPro 2 vs DiskPro: cosa cambia davvero
Arriviamo alla domanda che si pone chi ha già il primo modello o lo stava valutando: vale la pena il salto? Mettiamo in fila le differenze concrete, senza giri di parole.
La differenza che pesa più di tutte è lo storage. Il primo DiskPro aveva l’SSD saldato e sigillato: sceglievi 1, 2 o 4 TB all’acquisto e non se ne parlava più, con Sharge che giustificava la scelta col raffreddamento. Il DiskPro 2 ribalta l’approccio con lo slot M.2 aperto: monti il disco che vuoi (2230, 2242 o 2280), lo cambi quando vuoi e arrivi fino a 8 TB contro i 4 TB massimi del predecessore. Per chi ha già un NVMe nel cassetto o vuole ottimizzare la spesa, è il motivo numero uno per preferire il nuovo modello.
| DiskPro (1ª gen) | DiskPro 2 Ultra | |
| Storage | SSD fisso saldato, fino a 4 TB | Slot M.2 aperto, fino a 8 TB (SSD non incluso) |
| Upgrade disco | No | Sì, 1 vite Torx |
| Architettura | Controller integrato | 4 controller indipendenti |
| Interfaccia | USB 3.2 Gen 2 (10 Gbps) | USB 3.2 Gen 2 (10 Gbps) |
| Varianti | Modello unico | Lite e Ultra |
| HDMI 2.1 | Sì | Sì (versione Ultra) |
| Dimensioni | 90 × 61 × 11 mm | 90 × 61 × 11 mm |
| Raffreddamento | Ventola attiva | Ventola attiva PWM |
Sul resto, la sostanza è più vicina di quanto il “2” nel nome lasci pensare. Dimensioni identiche, stessa estetica, stesso limite dei 10 Gbps, stesso comportamento sul fronte rumorosità della ventola, stesse funzioni di hub e stesso magnete MagSafe. Anche la piccola scomodità della porta Type-C incassata se l’è portata dietro.
La conseguenza pratica è semplice. Se hai già il primo DiskPro e la capacità che possiedi ti basta, non è un upgrade che ti cambia la vita: le prestazioni pure sono le stesse. Se invece devi ancora comprarlo, o se ti ha sempre frenato l’idea di uno storage bloccato per sempre, allora il DiskPro 2 è la versione da prendere senza esitazioni, perché risolve l’unico vero limite di design della prima generazione. Va solo messa in conto la spesa dell’SSD a parte, che sul modello vecchio era invece inclusa nel prezzo.
Acquisto e Conclusioni
Il Sharge DiskPro 2 Ultra conferma la formula vincente del primo modello e la rende finalmente flessibile dove serviva. La combinazione di SSD NVMe, hub multifunzione e docking station in un corpo grande come una carta di credito resta rara sul mercato, e ora con lo slot M.2 aperto fino a 8 TB aggiunge quella libertà di configurazione che al predecessore mancava.
Non è un prodotto per tutti né la scelta più economica: al prezzo del device va sommato quello dell’SSD, e chi cerca solo un disco esterno spartano troverà alternative più a buon mercato. Ma per creator, professionisti e appassionati di gaming in mobilità che vogliono storage veloce, connettività estesa e la possibilità di aggiornare il disco nel tempo, il DiskPro 2 è una delle proposte più complete e sensate della categoria. La versione Ultra, con l’HDMI 2.1 piena, è quella che sfrutta meglio l’anima da dock.
Anche il DiskPro 2 debutta su Kickstarter: i primi sostenitori della campagna hanno accesso a un prezzo scontato rispetto al futuro listino, prima dell’avvio della commercializzazione ordinaria. Chi appoggia il progetto nelle prime fasi può quindi portarsi a casa il device a condizioni più vantaggiose.
- Slot M.2 aperto e aggiornabile fino a 8 TB
- Installazione SSD immediata, una sola vite Torx
- Hub multifunzione con PD 100 W e HDMI 2.1 (Ultra)
- Design trasparente e materiali premium
- Formato tascabile con aggancio MagSafe
- SSD non incluso, spesa aggiuntiva rispetto alla 1ª gen
- Ventola in turbo ancora percepibile
Articolo curato da
Giuseppe Alemanno
Founder & Tech Nerd
Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.


















