Quanto costa Netflix oggi? La storia dei rincari in Italia e le motivazioni

Se hai un abbonamento Netflix da qualche anno probabilmente te ne sei accorto: il prezzo che paghi oggi non ha quasi nulla a che fare con quello che pagavi quando ti sei iscritto. Dal lancio in Italia nel 2015 ad oggi, il piano Standard è passato da 9,99€ a 13,99€ al mese, con un aumento complessivo del 40%. Ma come ci siamo arrivati? E soprattutto, perché?

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Netflix in Italia: gli esordi e le prime serie

Netflix arriva in Italia il 22 ottobre 2015, insieme a Spagna e Portogallo, tra gli ultimi paesi europei ad essere raggiunti dalla piattaforma. Un ritardo non casuale: l’infrastruttura di banda larga nel nostro paese era ancora carente rispetto al nord Europa, e Netflix preferì aspettare condizioni più favorevoli.

Al lancio, la struttura dei piani era semplice e i prezzi erano decisamente più abbordabili di oggi:

  • Piano Base (1 schermo, no HD): 7,99€/mese
  • Piano Standard (2 schermi, Full HD): 9,99€/mese
  • Piano Premium (4 schermi, Ultra HD): 11,99€/mese
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Il catalogo di lancio

Il giorno dell’apertura italiana, Netflix non aveva ancora i diritti di House of Cards e Orange is the New Black in Italia ceduti rispettivamente a Sky e Mediaset. Il catalogo di partenza puntava su Daredevil, Narcos, Sense8 e una libreria di film internazionali. La prima serie originale italiana prodotta appositamente per la piattaforma fu Suburra – La serie, ambientata nella periferia romana.

La critica più frequente dei primi mesi riguardava proprio la scarsità di contenuti italiani di rilievo. Netflix rispose investendo in produzioni locali, convinta che la localizzazione fosse la chiave per conquistare il pubblico europeo. Una scommessa che si rivelò vincente.

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Acquisizione utenti: la crescita in Italia e in Europa

Tra il 2017 e il 2022 accadde qualcosa di storico: gli abbonati dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) superarono quelli nordamericani per la prima volta con 76 milioni contro 74. L’Italia contribuì in modo significativo a questa crescita spinta da una strategia di contenuti locali sempre più ambiziosa.

A favorire gli investimenti europei fu anche una direttiva UE, applicata dal 2018 e recepita entro il 2020, che obbligava ogni piattaforma OTT a mantenere almeno il 30% di produzioni europee nel proprio catalogo. Netflix non si limitò a rispettare la quota minima: nel 2017 investì circa 4 miliardi di euro in produzioni europee, raddoppiando la cifra l’anno successivo.

In Italia questo si tradusse in un flusso costante di produzioni originali: da Suburra a Baby, da Zero a DOC – Nelle tue mani (quest’ultima in seconda visione dalla Rai), fino ai successi più recenti. Il risultato fu una base di abbonati che tra il 2019 e l’ottobre 2025 è cresciuta da 1,9 a 5,4 milioni di utenti.

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Il periodo Covid: la grande accelerazione

Il 2020 fu un anno anomalo per tutto ma per Netflix fu una manna. Con l’Italia in lockdown e le persone costrette in casa, le piattaforme di streaming vissero un’impennata senza precedenti. Secondo i dati AGCOM, gli utenti unici mensili delle piattaforme a pagamento in Italia passarono da 12,4 milioni a quasi 18 milioni nel giro di pochi mesi.

Netflix in particolare segnò una crescita record a livello globale, passando dai circa 167 milioni di abbonati a inizio 2020 a 222 milioni all’inizio del 2022. In Italia gli abbonamenti crebbero in modo analogo e la piattaforma diventò per molte famiglie italiane parte integrante della quotidianità.

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Un'arma a doppio taglio

La crescita straordinaria del periodo Covid creò aspettative altrettanto straordinarie. Gli investitori iniziarono a valutare Netflix come se quella crescita accelerata fosse il nuovo standard. Quando nel 2022 la piattaforma annunciò per la prima volta in un decennio la perdita di abbonati 200.000 nel primo trimestre il titolo crollò del 35% in un solo giorno.

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Cosa è accaduto dopo il Covid

Il 2022 segnò un punto di svolta radicale nella strategia di Netflix. Di fronte al calo di abbonati e alla pressione degli investitori, l’azienda cambiò rotta su più fronti contemporaneamente:

  1. Fine della condivisione delle password. Da maggio 2023, condividere l’account con persone fuori dal proprio nucleo domestico divenne a pagamento: 4,99€/mese per ogni utente extra. Una mossa che fece infuriare molti abbonati, ma che si rivelò efficace: milioni di “utenti fantasma” si convertirono in abbonati paganti
  2. Lancio del piano con pubblicità. A fine 2022 arrivò il piano Standard con Pubblicità a 5,49€/mese (poi rimodulato), pensato per chi voleva Netflix a un costo ridotto accettando interruzioni pubblicitarie. Una strategia che puntava su un mercato pubblicitario che nel 2025 avrebbe generato oltre 1,5 miliardi di dollari di entrate.
  3. Diversificazione verso sport e gaming. Netflix iniziò ad acquisire diritti per eventi sportivi di alto profilo — il match Tyson vs Paul nel novembre 2024, i due match NFL a Natale e integrò nell’abbonamento una libreria di giochi mobile senza costi aggiuntivi.
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Gli aumenti dei prezzi: la cronologia completa

Dal lancio in Italia nel 2015 ad oggi, il piano Standard ha subito cinque aumenti di prezzo. Ecco come è cambiato nel tempo:

Piano Standard Netflix in Italia (€/mese)

Come si vede chiaramente, gli aumenti sono stati graduali ma costanti. Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 4993 del 1° aprile 2026, ha dichiarato illegittimi gli aumenti applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e ottobre 2024, in quanto le clausole contrattuali di quegli anni permettevano a Netflix di modificare i prezzi senza fornire un giustificato motivo. Chi aveva un abbonamento Standard attivo già dal 2017 potrebbe aver diritto a un rimborso di circa 250€, mentre chi aveva il piano Premium potrebbe arrivare a 500€.

Per fare massima chiarezza sulla situazione attuale delle tariffe della piattaforma, ti consiglio di consultare la nostra guida dettagliata su quanto costa Netflix oggi con i prezzi aggiornati di tutti i piani disponibili in Italia.

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La sentenza del Tribunale di Roma

Il 1° aprile 2026 il Tribunale di Roma ha stabilito che gli aumenti di prezzo applicati da Netflix tra il 2017 e il 2024 erano illegittimi. Netflix è stata obbligata a contattare via email i clienti coinvolti e a pubblicare la sentenza sul proprio sito per almeno sei mesi. Sono esclusi i contratti stipulati dopo febbraio 2024 che avevano clausole già adeguate alle nuove norme.

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Netflix vs concorrenti: chi costa di più nel 2026?

Netflix è la piattaforma di streaming più costosa tra quelle generaliste disponibili in Italia; un rapido confronto diretto con i principali competitor lo rende evidente: il piano Standard da 13,99€/mese è più caro di Disney+, Apple TV+ e Prime Video messi insieme. Ma sappiamo come il prezzo non è tutto e bisogna veramente capire cosa si sta pagando.

Confronto prezzi streaming in Italia, piano base senza pubblicità (€/mese)

Disney+ (10,99€/mese)

Disney+ ha aggiornato i prezzi a partire da novembre 2025 con il piano Standard senza pubblicità a 10,99€/mese e il Premium a 15,99€/mese. È la piattaforma più vicina a Netflix per catalogo generalista, ma con un punto di forza unico: l’esclusività totale di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic e Star.

Proprio la sezione Star ha trasformato la piattaforma, portando un’infinità di serie originali e contenuti dedicati a un pubblico adulto (pensa a successi clamorosi come The Bear o Shōgun, oltre a serie cult come I Simpson e Grey’s Anatomy).

Se hai figli o sei un fan dei grandi franchise e del cinema d’autore, ormai è un abbonamento quasi obbligatorio. Il vero limite rispetto a Netflix? La frequenza di rilascio dei nuovi titoli originali è più ridotta e alcune produzioni d’oltreoceano arrivano ancora con un pò più in ritardo rispetto all’uscita americana.

Amazon Prime Video (4,99€/mese)

Amazon Prime Video è la piattaforma più economica tra quelle dedicate allo streaming tradizionale di film e serie TV: 4,99€/mese, oppure 49,90€/anno ma l’abbonamento include anche spedizioni gratuite Amazon, Prime Music, Prime Reading e Prime Gaming. Chi già usa Amazon per gli acquisti online la ottiene di fatto come bonus. Il catalogo originale ha titoli con grande seguito e importanti come The Boys, Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, Citadel ma la “quantità” è inferiore rispetto a Netflix.

Apple TV+ (9,99€/mese)

Apple TV+ costa 9,99€/mese con una prova gratuita di 7 giorni per i nuovi utenti. La strategia di Apple è l’opposto di Netflix: pochissimi titoli ma quasi tutti di qualità altissima: Scissione, Ted Lasso, Slow Horses, The Morning Show, Fondazione sono tra le serie più premiate degli ultimi anni. Nessuna pubblicità, nessun piano base ridotto: un unico abbonamento pulito. Il limite è abbastanza evidente: quando finisci di vedere la roba che ti interessa non c’è poi molto altro… In ogni caso per chi vuole qualità pura, è probabilmente la piattaforma più sottovalutata del mercato.

DAZN (da 10,75€/mese)

DAZN è un discorso a sé: non è un concorrente diretto di Netflix perché punta esclusivamente sullo sport. Il piano completo DAZN Full che include tutta la Serie A, Serie B, LaLiga e il grande sport internazionale che costa 34,99€ al mese se scegli il pagamento dilazionato in 12 rate ma può scendere fino a un equivalente di 29,92€/mese se decidi di pagare l’intero abbonamento annuale in un’unica soluzione anticipata.

Il pacchetto più economico DAZN Goal con 3 partite a giornata di Serie A in co-esclusiva e tutta la Serie B parte invece da 10,75€/mese con formula annuale anticipata (oppure 13,99€ al mese con pagamento in 12 rate). Per chi segue il calcio italiano è praticamente obbligatorio ma per tutti gli altri è praticamente irrilevante.

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Chi vince il confronto prezzi?

Netflix costa di più ma offre il catalogo più ampio, più aggiornato e con la produzione originale più prolifica. Disney+ è la scelta obbligata per famiglie e fan dei franchise. Prime Video vince sul rapporto qualità/prezzo se si considera l’intero ecosistema Amazon. Apple TV+ è la piattaforma della qualità pura, con meno scelta ma titoli spesso eccezionali. La risposta è forse scontata: non esiste una piattaforma che vince su tutte le altre. La vera strategia è scegliere quella giusta per le proprie abitudini e magari cercare di usare GamsGo per risparmiare e pagare di meno.

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Come pagare meno: la condivisione abbonamenti con GamsGo

Di fronte a prezzi che continuano a salire su tutte le piattaforme una delle soluzioni più efficaci è condividere l’abbonamento con altri utenti tramite un servizio dedicato. Non si tratta di aggirare le policy in quanto GamsGo acquista direttamente piani premium con più profili e li assegna a utenti diversi, ognuno con le proprie credenziali. Il risultato: paghi solo la tua quota, senza dover coordinare pagamenti o trattare con sconosciuti. Il servizio è completamente automatizzato: si scelgono i servizi, si paga e si ricevono immediatamente le credenziali per accedere ai vari servizi streaming.

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GamsGo funziona allo stesso modo anche per Disney+ e NOW ovvero due delle piattaforme di intrattenimento video più amate e usate in Italia: se le usi già o stai valutando di attivarle per dare un taglio netto ai costi fissi mensili, il risparmio è assicurato.

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Perché Netflix continua ad aumentare i prezzi?

Le motivazioni ufficiali di Netflix sono sempre state le stesse: migliorare il catalogo, investire in nuovi contenuti, adattarsi alle dinamiche di mercato. Ma la realtà è forse un pò più articolata di come ci dicono;

Il costo della produzione originale è esploso: Produrre una serie di livello globale oggi costa una cifra enorme e i budget per le grandi serie tv si aggirano tra i 10 e i 20 milioni di dollari per episodio. Per sostenere questo ritmo, Netflix ha bisogno di entrate sempre crescenti.

La concorrenza ha alzato l’asticella perché Disney+, Apple TV+, Prime Video e HBO Max hanno frammentato il mercato e obbligato Netflix a spendere di più per mantenere la propria posizione. Più concorrenza significa più contenuti esclusivi e più contenuti esclusivi significa più costi.

Gli abbonati gratuiti andavano monetizzati; prima delle restrizioni sulla condivisione, si stima che oltre 100 milioni di persone nel mondo guardassero Netflix senza pagare, sfruttando l’account di un amico o parente. Una platea che l’azienda ha deciso di trasformare in guadagni.

La cosa fa sorridere (e un po’ arrabbiare) perché proprio la stessa Netflix, nei primi anni, a incentivato e sponsorizzato la condivisione come leva di marketing per fare acquisizione utenti. Impossibile dimenticare il loro celebre tweet ufficiale del 2017 che recitava testualmente “Love is sharing a password” cioè L’amore è condividere una password. Dopo aver conquistato il mercato globale anche grazie a questa tolleranza, hanno fatto un testacoda: quegli stessi “utenti fantasma” sono diventati un problema da estirpare e l’aumento dei prezzi con il blocco degli account extra, è stato lo strumento perfetto per costringerli a pagare.

Come detto sopra, la pressione degli investitori è quella che ha cambiato le regole del gioco: sta accadendo anche a quasi tutti i giganti del tech perché dopo il traumatico crollo azionario del 2022, Netflix ha smesso di essere giudicata semplicemente in base a quanti nuovi abbonati riusciva a registrare ogni trimestre; l’attenzione si è spostata tutta sulla redditività pura e sui margini di guadagno.

In parole povere, l’obiettivo non è più solo espandersi ma monetizzare al massimo ogni singolo utente già iscritto. Una strategia spietata ma che per i mercati ha funzionato alla perfezione: nel 2024 l’azienda ha abbattuto il muro dei 10 miliardi di dollari di utile operativo. Gli aumenti di prezzo e i tagli ai servizi, quindi sono riusciti a gonfiare i profitti per la gioia degli azionisti.

Ma ci saranno altri aumenti?

Secondo i dati di The Verge, il piano Standard negli Stati Uniti è aumentato otto volte tra il 2012 e il 2025, con una cadenza media di un rincaro ogni anno e mezzo. Considerando che l’Italia tende a seguire gli USA con qualche mese di ritardo, e che l’ultimo aumento risale all’ottobre 2024, è ragionevole aspettarsi un nuovo ritocco non prima del 2026 inoltrato. Restare aggiornati è l’unica strategia sensata.

Domande frequenti su Netflix e i prezzi in Italia

In Italia Netflix offre attualmente tre piani principali: l’abbonamento Standard con Pubblicità a 6,99€/mese, il piano Standard senza interruzioni a 13,99€/mese e il piano Premium a 19,99€/mese. A questi si può decidere di aggiungere un utente extra al costo di 4,99€/mese (opzione non disponibile per il piano con pubblicità).

Dal lancio nel 2015, Netflix ha aumentato i prezzi almeno cinque volte: nel 2017, nel 2019, nell’ottobre 2021, e nell’ottobre 2024. Il Tribunale di Roma ha dichiarato illegittimi gli aumenti tra il 2017 e il 2024 per i contratti stipulati prima di febbraio 2024.

Se avevi un abbonamento Netflix attivo durante gli aumenti del 2017, 2019, 2021 o ottobre 2024 e il tuo contratto era stato stipulato prima di febbraio 2024, potresti avere diritto a un rimborso. Netflix è stata obbligata a contattare i clienti coinvolti via email. Per dettagli, puoi rivolgerti al Movimento Consumatori.

Non ci sono annunci ufficiali nell’immediato ma il trend storico suggerisce aumenti periodici. Negli USA il piano Standard è aumentato otto volte tra il 2012 e il 2025. L’Italia tende a seguire gli USA con qualche mese di ritardo.

Dipende dall’uso. Il piano con Pubblicità a 6,99€/mese è il più economico ma include interruzioni pubblicitarie e non permette download. Il piano Standard a 13,99€/mese è il più bilanciato per chi vuole Full HD senza pubblicità. Il Premium a 19,99€/mese conviene solo se si sfrutta il 4K o si hanno 4 utenti contemporanei.

Giuseppe Alemanno

Articolo curato da

Giuseppe Alemanno

Founder & Tech Nerd

Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.

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