Le Migliori TV di Dicembre 2018: Guida all’acquisto e caratteristiche tecniche

Determinare le Migliori TV 4K in commercio significa districarsi tra acronimi, tecnologie e propagande pubblicitarie e spesso preferiamo scegliere la nostra nuova TV affidandoci semplicemente alle offerte dei negozi fisici.

migliori-tvIn questo articolo esamineremo in modo semplice quelle che sono le caratteristiche più importanti di una TV moderna al fine di diventare acquirenti più consapevoli, allo stesso tempo forniremo una panoramica delle migliori TV da acquistare. L’evoluzione tecnologica nel campo delle TV porta a continui miglioramenti nella qualità delle immagini: OLED, 4K e HDR sono solo alcuni dei termini e opzioni che sentiamo giornalmente.

Abbiamo diviso l’articolo in modo da presentare prima le caratteristiche, tecnologie e termini comunemente utilizzate per avere un’idea generale e orientarsi nel mondo delle TV. Più in fondo nell’articolo troverete i nostri consigli per le migliori TV da acquistare in base alle vostre esigenze.

Risoluzione dello schermo

E’ il numero di pixel espresso in pixel che costituiscono una linea orizzontale moltiplicato il numero di pixel su una linea verticale.

  • 720p (HD): 1280×720 pixel
  • 1080p (FullHD): 1920×1080 pixel
  • 4K (UltraHD): 3840×2160 pixel
  • 8K (UltraHD): 7620×4380 pixel

La risoluzione indica la nitidezza dell’immagine sulle TV. Le TV 4K hanno quattro volte il numero di pixel delle TV FullHD e gli oggetti più piccoli hanno molti più dettagli con un’immagine complessivamente più definita.

migliori-tv-4k-risoluzioneLe TV più diffuse sono 1080p (FullHD) ma al momento le TV 4K hanno prezzi sempre più abbordabili e rappresentano un migliore investimento, valido per i prossimi anni.

Tuttavia ci sono dei limiti ai dettagli che il nostro occhio può vedere e se ci posizioniamo molto lontano dalla TV (influisce molto la dimensione delle schermo) non saremmo in grado di apprezzare tutti i dettagli che un’immagine 4K è in grado di fornire.

Per esempio, con uno schermo da 55” e risoluzione 4K (il rapporto dimensione / risoluzione più conveniente al momento) a distanza di 2,5 metri non saremmo in grado di percepire la differenze rispetto ad un più comune schermo FullHD.

Da notare anche che la differenza nel passaggio FullHD -> 4K non è così netta come nel passaggio SD (bassa risoluzione) -> FullHD.

Cos’è l’Upscaling

I contenuti 4K attualmente non sono così diffusi e a meno di non usare Blu-Ray 4K (con un lettore di dischi Blu-Ray 4K/UHD) o Netflix in risoluzione 4K, la nostra TV effettuerà sempre un processo di “Upscaling” per portare contenuti in ingresso alla risoluzione nativa della TV, aumentandone in maniera artificiale il numero di pixel.

E’ importante capire che la quantità di informazioni che arrivano alla TV non cambia e non saranno affatto presenti più dettagli se si usa questo processo.

La capacità di Upscaling non è minimamente uguale per tutti i modelli di TV e spesso è un fattore trascurato di cui invece bisogna tener conto se la maggior parte del tempo sfruttiamo contenuti ad una risoluzione che è inferiore a quella della TV (es. TV 4K con sorgente FullHD).

OLED vs QLED vs LED

Una delle caratteristiche più importanti è il tipo di pannello che monta la TV che andremo a comprare.

Questo determina i parametri di cui sentiamo tanto parlare: contrasto, luminosità, angolo di visuale, resa cromatica.

Un display LCD è un pannello che sfrutta le proprietà ottiche dei cristalli liquidi. I pixel sono regolati elettronicamente usando i cristalli liquidi e la luce polarizzata. Senza scendere nei dettagli, i cristalli liquidi bloccano o permettono il passaggio della luce e in ultima istanza è proprio l’intensità della luce che permette ad ogni pixel (o meglio ad ogni sub-pixel di cui si compone un pixel: rosso, verde e blu) di visualizzare milioni di colori differenti. Ovviamente i cristalli liquidi non sono in grado di emettere luce propria e solitamente sono illuminati (retroilluminati, o illuminati di lato). Questo metodo di illuminazione però non permette di spegnere completamente la sorgente luminosa causando l’impossibilità di avere un colore nero reale (“nero” = completa assenza di luce, non un semplice grigio molto scuro) e influendo sul contrasto e la resa visuale complessiva dell’immagine a video.

Negli anni si sono susseguite una serie di tecnologie per gestire e illuminare i pannelli LCD, migliorandone i parametri di cui abbiamo accennato e ottimizzando al tempo stesso durata e consumi (spesso non trascurabili).

A questo punto è importante capire che un display di tipo LED è esattamente uno schermo LCD; usano lo stesso identico tipo di tecnologia e differiscono nel modo in cui i cristalli liquidi sono illuminati. Mentre gli LCD sono illuminati da lampade CCFL (Cold Cathode Fluorescent Lighting) i display LED usano dei diodi che emettono luce (che sono appunto i LED). Invece di riscaldare un filo che, arrivando a temperature alte diventa bianco come accade nelle lampade ad incandescenza, i LED emettono luce usano il movimento controllato degli elettroni che passano attraverso un materiale solido.

I singoli LED sono organizzati lateralmente, lungo il display o a griglia direttamente dietro i cristalli liquidi e possono essere spenti, permettendo una migliore distribuzione e uniformità nell’illuminazione.

I benefici riguardano il contrasto, l’angolo di visuale, costi di produzione più contenuti, un range di colori più ampio e consumi ridotti.

Al momento è la tecnologia che si è affermata, mandando in pensione sia gli schermi al Plasma (di cui non abbiamo parlato ma che restano difficili da trovare dal 2014) e sia normali LCD con le lampade CCFL.

Arriviamo agli OLED (Organic Light-Emitting Diode), l’innovazione più moderna nel campo dei display LCD. Rispetto ai LED, gli OLED producono luce attraverso l’uso di molecole organiche. Sono più piccoli e flessibili rispetto ai tradizionali LED e consumano meno energia, rispondono al contempo molto più velocemente alle richieste di aggiornamento (refresh); sono nell’ordine di 200 volte più veloci. Gli OLED sono in grado di riprodurre il nero perfetto e fornire un angolo di visualizzazione molto ampio.

migliori-tv-oled

Di contro sono soggetti alla degradazione delle molecole organiche e sono destinati ad avere una durata che è fino a quattro volte inferiore (poche decine di migliaia di ore di uso) rispetto ai tradizionali display LED / LCD.

E’ una tecnologia relativamente recente e i pannelli attualmente in commercio (almeno per quanto riguarda le TV) sono realizzati da LG che si dedicherà ad altre ottimizzazioni negli anni a venire.

Il costo dei display OLED è già diventato più abbordabile grazie alla diffusione di questa  tecnologia, molto usata su SmartPhone, Tablet, Smart Watch; anche Apple con il suo nuovo iPhone XS ed XS max, ha adottato questa tecnologia (in ritardo rispetto agli altri produttori).

Una tecnologia TV parallela e qualità molto vicina che si pone come alternativa ai display OLED, è il Quantum Dot LED o QLED di Samsung.

Potenzialmente è in grado di raggiungere il rapporto di contrasto “infinito” della tecnologia concorrente, migliori colori ed efficienza energetica. La struttura di un display QLED è simile a quella di un OLED; la differenza è che l’emissione della luce avviene attraverso nano-cristalli (quantum dots).

Questi tipi di display sono adatti a riprodurre la gamma dinamica di colori necessaria allo standard HDR. Per quanto riguarda la qualità finale, i display QLED risultano ancora un gradino più in basso ma la tendenza sta rapidamente cambiando e i pannelli QLED del 2018 si avvicinano tantissimo alla qualità dei OLED.

TV con Schermi Curvi

Apriamo una piccola parentesi sugli schermi curvi; non hanno una resa visiva diversa dagli schermi tradizionali, non riducono i riflessi (questo in parte avrebbe potuto significare qualcosa) e non producono un miglior angolo di visuale. E’ una delle diverse trovate di marketing da cui vi consigliamo caldamente di stare alla larga; il fatto che sia possibile realizzare schermi curvi non significa che di base ci sia una reale esigenza o che sia una nuova soluzione tecnologica.

TV con schermo 3D

Una tecnologia relativamente giovane che però non ha avuto un grande riscontro nei consumatori e molti produttori stanno completamente abbandonando l’idea di integrare il 3D sulle nuove TV.

Il problema di questo vero e proprio flop tecnologico risiede nella mancanza di contenuti; infatti solo i film in Blu-Ray 3D lo supportano se non consideriamo dei pallidi tentativi fatti da servizi in streaming.

Il nostro consiglio è di ignorare completamente questa feature (utilizzata forse dall’1% degli acquirenti) e risparmiare prendendo un display più grande o più performante dal punto di vista visivo.

Le Smart TV

Sono TV collegate ad internet con un vero e proprio sistema operativo in grado di installare applicazioni, aggiornarsi, condividere contenuti con altri computer o hard disk di casa e fornirvi servizi più disparati (streaming, registrazione, etc).

Ogni produttore ha la sua interfaccia (o il suo sistema operativo). Le caratteristiche tecniche di una TV che riguardando CPU (quad-core o dual-core) e capacità di elaborazione, solitamente si riferiscono alla capacità di gestire le risorse di questa parte di funzionalità della TV. Infatti, alla stregua di un computer, la potenza di elaborazione della TV vi permetterà di usufruire di funzionalità Smart in maniera reattiva e veloce.

Conviene orientarsi verso modelli di TV che sono anche Smart e informarsi se le applicazioni che vorremmo usare funzionano perfettamente o sono supportate (Netflix, Plex, altri servizi streaming, …).

In ogni caso, una Apple TV, Roku, un TV Box Android, Raspberry Pi, lettori Blu-Ray con app integrate, sono sicuramente opzioni alternative e spesso migliori di quelle integrate dai produttori nei loro sistemi operativi per TV.

Frequenza di aggiornamento

La frequenza di aggiornamento (o Refresh Rate) è il numero di immagini che il televisore è in grado di mostrare in un secondo o per meglio dire è il numero di volte in cui il televisore aggiorna l’immagine che sta visualizzando.

Viene misurata in Hertz e i valori tipici sono 60Hz, 120Hz, 240Hz (e multipli di 60). Come per la risoluzione, sfruttare a pieno questa caratteristica dipende dai contenuti e dalla sorgente video.

Nel campo dei videogiochi, una console o un computer elabora e manda in output un certo numero di frame (immagini) al secondo; Si parla di valori molto alti che possono arrivare anche a 120Hz (120 frame al secondo). Un display deve essere in grado di visualizzare almeno con la stessa frequenza il numero di frame al secondo che gli arrivano da una console o da un computer. Quello che si crea altrimenti è un fastidioso effetto chiamato “Screen Tearing” dovuto al fatto che la TV non si sincronizza con il contenuto sorgente.
Per capire di cosa stiamo parlando vedete:

https://www.youtube.com/watch?v=jVAFuUAKPMc
Quando si guarda un video, le cose cambiano drasticamente. Un film è generalmente girato a 24 frame al secondo (portati a 30 o 60 aggiungendo lo stesso frame più volte). Sarebbe sufficiente in questo caso, un qualsiasi display in grado di arrivare massimo 60Hz di frequenza di aggiornamento.

Le moderne TV arrivano a migliorare la frequenza di aggiornamento ma lo fanno in maniera artificiale (film e video non possono fornire frame mancanti). Utilizzano un algoritmo (interpolazione) per costruire frame in mezzo a quelli forniti dalla sorgente originale e arrivare così anche a 480Hz o 600Hz.

Il risultato di questo processo è avere una sorta di animazione più fluida ma che allo stesso tempo risulta irreale e artificiosa.

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Il beneficio di un tale processo lo si può notare nei video con azioni molto movimentate (programmi sportivi) o nel campo dei videogiochi. Le normali esperienze video invece fanno sembrare (alla stragrande maggioranza dei consumatori) le persone nei video dei bambolotti e le situazioni totalmente surreali. Vedete Refresh Rate and Soap Opera Effect.

Il marketing punta molto sul tempo di aggiornamento usandolo come uno specchietto per le allodole e inventando termini e acronimi apparentemente importanti che indicano sempre il Refresh Rate con una tecnica di interpolazione dei frame: TruMotion, Image Motion, AquoMotion, Clear Motion Rate, MotionFlow, Clear Action, SPS. Oltre a questo, le misurazioni riportare dai produttori non sono coerenti con nessuno standard e vengono effettuate in modi differenti: una TV con 240Hz di Refresh Rate di un produttore, potrebbe essere equivalente (dal punto di vista della frequenza di aggiornamento) ad una TV con 120Hz di un altro produttore.

Il consiglio è di non focalizzarsi durante la scelta di una TV sui valori in Hz delle frequenze di aggiornamento e disattivare o ridurre al minimo la funzionalità di interpolazione dei frame (TruMotion, Image Motion, AquoMotion, Clear Motion Rate, MotionFlow, Clear Action, SPS) in tutti i casi, tranne che durante la visualizzazione di eventi sportivi o la fruizione di esperienze videoludiche.

HDR

L’HDR (High Dynamic Range) è la caratteristica che al momento potrebbe davvero fare la differenza. Notate che l’HDR per le TV non è affatto lo stesso HDR di cui si parla in fotografia.

La tecnologia HDR è in grado di espandere il range di contrasto e colore di una TV dando più profondità al bianco e al nero. L’espansione del range permette di avere dei bianchi ancora più chiari e colori sempre più ricchi per arrivare a livelli mai visti fino ad ora. E’ una differenza molto evidente che salta subito all’occhio e provoca anche un certo stupore se non si è mai vista prima.

migliori-tv-hdr
Le caratteristiche principali di una TV sono proprio il rapporto di contrasto e l’accuratezza dei colori che cercano di rendere un’immagine (in movimento) il più possibile vicina alla sua rappresentazione nella realtà.

Anche in questo caso sono i contenuti a dover fare la differenza; l’informazione “più ricca” che riguarda colori e contrasto, deve arrivare alla TV per essere visualizzata e non può essere generata in modo procedurale da un algoritmo generico. Chi produce film e contenuti potrà sfruttare tutto il range dinamico di colori necessari per rappresentarla al meglio.

Per tutto questo saranno necessari Blu-Ray 4K (UHD) o servizi di TV Streaming arricchiti con metadati di informazione per l’HDR (Netflix, Amazon Prime Video).

Anche nel campo dei videogiochi si è arrivati (con PS4 Pro,Xbox One S, Xbox One X ) ad avere l’HDR disponibile (forse attualmente è proprio uno dei modi migliori per apprezzarlo).

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Al momento l’HDR può essere implementato dai costruttori di TV seguendo due diversi standard: HDR10, uno standard aperto a cui di solito ci si riferisce in maniera generica con la sigla HDR e lo standard Dolby Vision, una soluzione proprietaria che promette una qualità ancora superiore rispetto allo standard HDR10. Per il Dolby Vision, trattandosi di una soluzione proprietaria, è richiesto da parte di chi costruisce i pannelli, di pagare una licenza. Anche i device devono avere il supporto Dolby Vision così come i dischi Blu-Ray o altro tipo di formato digitale. Per ragione di costi, sarà molto difficile che Dolby Vision possa affermarsi come standard per l’HDR pur essendo qualitativamente superiore.

Il nostro consiglio al momento è sicuramente quello di scegliere una TV con HDR10 (dove non specificato quindi, semplicemente HDR) ed evitare di investire su una TV esclusivamente sulla base del supporto a Dolby Vision che è meno supportata.

Connettività

Parliamo di connessioni e capacità di decodificare il segnare in ingresso da una sorgente alla TV. Il numero di ingressi fisici (porte in ingresso) è molto importante se pianificate di utilizzare più sorgenti video: player Blu-Ray, console da gioco, device smart, ecc. Fortunatamente, tutte le TV sono dotate di ingressi HDMI ma è bene evidenziare che gli standard per l’HDMI sono diversi ed indicati nelle specifiche del prodotto.

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Le TV più datate hanno una o più porte HDMI 1.4 che è appena sufficiente in termini di larghezza di banda a veicolare informazioni video a risoluzione 4K a 24 frame al secondo. Come detto nel paragrafo sulle frequenze di aggiornamento, questi sarebbero sufficienti ad assicurare una buona visione di un film (girato a 24 frame al secondo, poi adattato a 30 frame al secondo per le TV) ma non è uno standard su cui puntare per il gaming (che richiede almeno 60 frame al secondo) o per contenuti che in futuro potranno avere un maggior numero di frame (film girati a 48 o 60 frame al secondo).

L’ultima versione dello standard è HDMI 2.0a (ma è in revisione lo standard HDMI 2.1 per le TV in uscita nel 2019) che usa lo stesso tipo di connettore della precedente versione (non dovete cambiare cavi) e supporta immagini ad una risoluzione più elevata con un frame rate più alto.

Oltre a questo, permette la trasmissione delle informazioni necessarie all’uso dell’HDR (vedere paragrafo sopra). L’HDMI 2.0a rispetto all’HDMI 2.0 presenta cambiamenti solo dal punto di vista software; in altre parole è sufficiente un aggiornamento della TV per passare direttamente da HDMI 2.0 a 2.0a.

Per riprodurre contenuti di ultima generazione (Blu-Ray 4k/UHD) è necessario anche che la TV supporti lo standard di protezione dei contenuti digitali HDCP 2.2, una misura contro la pirateria senza la quale è impossibile riprodurre questo tipo di contenuti da sorgenti Blu-Ray.

Guardando al prossimo futuro, ci sono delle caratteristiche da tenere in considerazione che riguardano la capacità di decodificare flussi video provenienti da internet (tramite servizi in streaming) o dalle trasmissioni televisive tradizionali.

Avere un sintonizzatore DVB-T2 per il digitale terrestre è essenziale e una moderna TV dovrebbe anche essere in grado di decodificare video realizzati con il codec HEVC (High Efficiency Video Coding), destinato a prendere il posto di H264 nel campo della compressione video e avere il supporto a VP9, usato nello streaming di contenuti da alcuni dei più importanti servizi (I video in 4K di YouTube per esempio).

In conclusione, dal punto di vista della connettività e della capacità di decodifica dei flussi video, bisogna orientarsi su versioni aggiornate degli standard (HDMI 2.0a e HDCP 2.2) e prestare attenzione al supporto per la decodifica video (HEVC, VP9).

La Miglior TV 4K di Dicembre 2018

Abbiamo cercato di selezionare per voi le migliori alternative sul mercato consigliandovi l’acquisto su Amazon; le TV sono beni tecnologici costosi con una vita media / lunga e conviene poter contare su un’assistenza eccellente come quella di Amazon (che ha anche l’estensione di garanzia Amazon Protect).

Scegliere la Miglior TV 4K non è affatto un’operazione semplice e ci auguriamo che la panoramica veloce (e superficiale) delle tecnologie e acronimi utilizzati in questo campo e presentata in questo articolo possa rendere qualcuno un consumatore più consapevole. Tutti i modelli riportati in questo articolo sono del 2018.

Premettiamo che non esiste una TV migliore in assoluto per ogni tipo di utilizzo ma dipende sempre dalle vostre esigenze; abbiamo comunque selezionato un modello in particolare (e una sua alternativa più economica) che possiede le caratteristiche migliori per un uso misto, prediligendo la miglior esperienza possibile nella visualizzazione di film in salotto.

Migliore TV 4K: LG C8

LG OLED AI ThinQ 55C8 - da 55'' - 4 K Cinema Vision, HDR, Dolby Atmos (4 K OLED LG TV, Smart TV)
Prezzo: EUR 1.599,00compra LG C8 su Amazon
Risparmi: EUR 900,00 (36 %)

Gli OLED di LG sono le TV 4K con neri perfetti, avendo la possibilità di spegnere singolarmente i LED a schermo (non sono illuminati da lampade). Questo LG C8 ha un prezzo di mercato ottimo (per la qualità che offre) display molto sottile, adatto ad essere appeso ad una parete o in un salotto. Per costruzione, gli OLED possono essere visualizzati da qualsiasi angolo senza perdere luminosità e profondità di colore. Il modello LG C8 è perfetto se posizionato in una stanza con poca luce o buia e ha un’eccellente resa con l’HDR. Se il prezzo e il naturale deterioramento negli anni (comunque lento) degli OLED non sono un problema, questo è il modello attualmente migliore sul mercato.

Alternativa più economica: Sony 55XF9005

Sony è da sempre stata uno dei migliori produttori di TV e non potevamo non prenderla in considerazione. E’ una TV Full LED, i cui LED sono illuminati da lampade poste dietro il pannello. Non riesce ad ottenere lo stesso angolo di visualizzazione degli OLED ma possiede una resa visiva molto simile per colori e HDR. Il software di questa Smart TV è completamente diverso rispetto a quello dell’LG C8 ma comunque valido (Android). E’ destinato a durare di più nel tempo rispetto al modello proposto sopra ed è disponibile anche in versione 49″ con un prezzo più abbordabile.

Alternativa sotto i 500€: Samsung UE55NU7172

Se non volete spendere molto ma comunque avere una TV 4K di tutto rispetto, potete orientarvi sui classici modelli Samsung a LED. Ha un contrasto abbastanza elevato e ottimi angoli di visualizzazione (paragonati ai modelli della stessa fascia di prezzo ovviamente). Una TV 4K discreta per tutti gli usi (film, giochi).

Migliori TV 4K per giocare di Dicembre 2018

In ambito gaming, le migliori TV per giocare hanno:
  • Input lag molto basso: per “Input lag” si intende il ritardo che passa fra un comando dato con un controller e l’azione che appare su schermo.
  • Tempo di risposta molto basso: quanto le immagini in movimento appaiono sfocate
  • Altre caratteristiche interessanti sono il Variable Refresh Rate (VRR), utile soprattutto per il su una TV tramite PC e l’assenza di stuttering (difficoltà a mostrare contenuti con basso frame rate in modo fluido). Praticamente tutti i TV 4K Samsung di fascia media e fascia alta hanno queste ultime due caratteristiche.

4K 65″ e 55″ per giocare

Il QLED (Quantum Led) di Samsung 55Q9FN ha tutte le caratteristiche che servono ad una TV da gaming perfetta con input lag minore possibile, assenza di stuttering, HDR10 e tutte le caratteristiche aggiuntive come Freesync e VRR che permettono di godere di un’esperienza ottimale di gioco sia con console che su PC via HDMI. Queste caratteristiche potrebbero essere sfruttate anche sulle future console da gioco (in uscita non prima del 2020).
Ideale se posizionato in una stanza luminosa perché raggiunge una luminosità elevata (più elevata degli OLED di LG). Non molto indicato se si vuole restare al buio completo e ha un angolo di visualizzazione non ottimale.
LG OLED AI ThinQ 55B8 - da 55'' - 4 K Cinema Vision, HDR, Dolby Atmos (4 K OLED LG TV, Smart TV)
Prezzo: EUR 1.280,00
Risparmi: EUR 973,77 (42 %)
Indubbiamente il modello LG OLED da 55 pollici B8 è tra i miglior TV per qualità finale dell’immagine. E’ un OLED “entry-level” con un prezzo abbordabile per chi vuole avere neri perfetti ricreando le stesse sensazioni che è possibile trovare in una sala cinema. Oltre all’HDR10, supporta anche Dolby Vision e non ha problemi con angoli di visualizzazione elevati (come tutti gli OLED). Rispetto al modello di Samsung, questo LG è più economico ma non ha il VRR e soffre di alcuni problemi di stuttering.
Un’alternativa più economica è il Samsung NU8000 con tecnologia LED tradizionale. Si tratta della TV 4K con il miglior rapporto qualità / prezzo. Questa TV cambia automaticamente le impostazioni non appena riconosce che è stato avviato un gioco tramite console per assicurare il minor input lag possibile. Supporta VRR, Freesync ma ovviamente non ha la stessa qualità di un QLED o di un OLED.

4K 49″ per giocare

Per le TV 4K da 49 pollici, possiamo orientarci verso un Samsung QLED Q6FN dal prezzo contenuto e dalle ottime caratteristiche per il gaming. Ha un input lag leggermente inferiore (quindi migliore) rispetto al Samsung NU8000, oltre ad essere basato su tecnologia QLED, come tutti i top di gamma Samsung.
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