Trovare una ebike pieghevole davvero equilibrata significa quasi sempre fare i conti con qualche compromesso. In anni di test su strada ci siamo scontrati continuamente con lo stesso dilemma: da un lato modelli così pesanti da rendere un’impresa anche solo caricarli nel bagagliaio, dall’altro bici leggere ma con batterie piccole, incapaci di coprire il classico tragitto casa-lavoro senza l’ansia di restare senza nulla.
La vera sfida per chi si muove in città è trovare una bici che riesca a combinare maneggevolezza e autonomia reale. È proprio in questo segmento che si inserisce la ENGWE Zip, un modello che segna un netto cambio di rotta rispetto alle ebike più imponenti a cui il brand ci ha abituato (e che abbiamo già provato a fondo su queste pagine).
Niente ruote fat, niente telaio da 33 kg, niente pulsante Boost: qui si parla di 16,9 kg senza batteria, ruote da 16 pollici e un meccanismo di piegatura in tre sezioni che ENGWE ha brevettato e che promette di chiudere la bici in tre secondi.
Abbiamo passato diverse settimane con ENGWE Zip fra spostamenti urbani, un paio di viaggi in treno e qualche uscita più lunga per verificare l’autonomia dichiarata. Qui trovate il funzionamento reale del sistema di piegatura, il comportamento del sensore di coppia, quanto dura davvero la batteria e un paio di aspetti che vanno detti prima di acquistare questo modello. Riuscirà a soddisfare le nostre aspettative? Continuate a leggere per scoprirlo.
Caratteristiche Tecniche ENGWE Zip
Come sempre partiamo dalla scheda tecnica completa che in questo caso è particolarmente utile perché ENGWE Zip gioca un campionato diverso rispetto agli altri modelli della gamma.
| Modello | ENGWE Zip (versione europea, certificazione CE EN 15194) |
| Motore | Brushless nel mozzo posteriore, 250W nominali, 36V |
| Coppia Massima | 40 Nm |
| Sensore di Pedalata | Torque Sensor (sensore di coppia) |
| Livelli di Assistenza | 3 (PAS 1, 2, 3) – velocità massima assistita 25 km/h |
| Batteria | 36V 10Ah (360 Wh) con celle LG, BMS integrato, certificata EN 50604 |
| Autonomia Dichiarata | 120 km in PAS 1, 85 km in PAS 2, 60 km in PAS 3 |
| Ricarica | SB-C PD 3.0 con caricatore GaN da 100W |
| Telaio | Acciaio, piegatura in tre sezioni (design brevettato ENGWE) |
| Forcella | Monobraccio anteriore rigida |
| Sospensioni | Reggisella ammortizzato Zoom (nessuna sospensione anteriore) |
| Pneumatici | 16″ x 1,95″ CST ibridi urbani, cerchi in acciaio con raggi 13G |
| Freni | Idraulici a disco, rotori da 160 mm anteriore e posteriore |
| Cambio | Shimano Tourney RD-TY300 a 7 rapporti, comando Rapidfire SL-M315-7R |
| Trasmissione | Corona 48T, pacco pignoni 11-28T, catena, pedivelle da 152 mm |
| Display | LCD a colori da 3,2″ con connettività Bluetooth |
| App | ENGWE App per iOS e Android |
| Illuminazione | Faro anteriore da 30 lux con marchio K + luce posteriore sempre attiva |
| Impermeabilità | IPX7 cablaggio, IPX6 display e luci, IPX5 motore, controller e batteria |
| Peso | 16,9 Kg senza batteria – 19,4 Kg con batteria installata |
| Capacità di Carico | 120 Kg totali (ciclista + carico) |
| Altezza Ciclista | Da 155 cm a 190 cm (taglia unica) |
| Dimensioni Aperta | Lunghezza 128,7 cm, interasse 88,3 cm, altezza manubrio 96 cm |
| Dimensioni Chiusa | Circa 62 x 37 x 67 cm (formato trolley da 20″) |
| Colori | Grigio, Verde Oliva |
| Prezzo di Listino | 1.099€ (spesso con promozioni, vedi codici sconto) |
Contenuto della confezione e primo avvio
La spedizione avviene dai magazzini europei, quindi nessuna sorpresa alla dogaga e nessun dazio aggiuntivo. ENGWE dichiara una consegna fra i 2 e i 10 giorni a seconda del magazzino più vicino; nel nostro caso il pacco è arrivato in quattro giorni lavorativi con spedizione gratuita.
La prima differenza rispetto a tutte le altre ENGWE che abbiamo provato si nota già dal corriere: la scatola è sorprendentemente “piccola”; parliamo di 68,4 x 71 x 44,5 cm per circa 25,5 kg… ovvero un imballaggio che una persona da sola riesce a spostare senza chiamare qualcun’altro. E’ realmente una volta perché le altre pieghevoli del brand arrivano in scatole che sfiorano i 40 kg.
Il cartone è a doppio strato, con la bici già piegata all’interno e avvolta nel polistirolo sagomato. Anche qui c’è un cambio completo di rotta: ENGWE Zip non richiede montaggio! Niente ruota anteriore da inserire nella forcella, niente manubrio da fissare allo stelo; si apre la scatola, si sfila la bici, si aprono le tre sezioni del telaio e si è praticamente pronti a partire. Gli unici passaggi richiesti sono gonfiare gli pneumatici (arrivano sgonfi per proteggere la gomma durante il trasporto ma la pompa manuale è inclusa), inserire i pedali a sgancio rapido e la batteria.
Dal momento in cui abbiamo tagliato il nastro adesivo a quello in cui eravamo in sella sono passati poco più di quindici minuti, gonfiaggio incluso. Per chi arriva da un’altra pieghevole tradizionale è un cambio di prospettiva notevole.
Un passaggio da non saltare è l’attivazione della batteria: il BMS entra in sospensione durante il trasporto e la prima volta va collegato il caricatore e tenuto premuto il pulsante di accensione per due secondi. Se ve lo dimenticate, la bici semplicemente non si accende e sembra guasta. Vale lo stesso dopo lunghi periodi di fermo.
Il contenuto della confezione comprende:
- La ebike ENGWE Zip già piegata e pronta all’uso
- Batteria da 360 Wh con custodia dedicata per il trasporto
- Caricatore GaN da 100W con connettore USB-C
- Adattatore per presa UK (utile solo fuori dall’Italia)
- Pedali a sgancio rapido con catarifrangenti
- Parafanghi anteriore e posteriore già montati
- Cavalletto laterale
- Pompa per il gonfiaggio manuale
- Kit attrezzi base
- Manuale utente multilingua, italiano incluso
Un appunto che ci sentiamo di fare subito: il portapacchi posteriore non è incluso ed è venduto separatamente. Su una bici pensata per il rapidi spostamenti quotidiani è pò una mancanza, soprattutto perché il formato compatto lascia poco spazio per soluzioni alternative come le borse da telaio. Chi pensa di trasportare qualcosa di più di uno zaino deve mettere in conto una spesa aggiuntiva.
ENGWE Zip: il sistema di piegatura in tre sezioni
Qui sta il cuore di tutto il progetto ed è anche l’elemento che rende ENGWE Zip diversa da qualsiasi altra pieghevole nella stessa fascia di prezzo: il telaio non si limita a chiudersi a metà come avviene sulle classiche pieghevoli: si piega in tre sezioni distinte, con un meccanismo che ENGWE ha depositato anche come brevetto esclusivo.

I tre secondi dichiarati da ENGWE restano un dato da e-commerce: le prime volte ci abbiamo messo intorno ai venti secondi, giusto il tempo di memorizzare la sequenza corretta e prendere confidenza con le leve. Dopo una settimana di uso quotidiano siamo scesi stabilmente sotto i dieci secondi, un tempo eccellente e in linea con le pieghevoli di fascia premium. Riaprirla è ancora più rapido, perché la gravità e il peso stesso della ENGWE Zip aiutano nel movimento.
La parte che richiede un po’ di adattamento è quando le rotelle non bastano e bisogna sollevarla a mano, ad esempio sulle rampe di scale. Manca infatti una vera e propria maniglia ergonomica dedicata: ci si ritrova ad afferrare direttamente il telaio e, con 19,4 kg complessivi, la presa dopo un po’ pesa sul braccio. Il “leggerissima” dei dettagli promozionali va quindi contestualizzato: 16,9 kg è il peso a secco, mentre la bici pronta all’uso con la batteria inserita arriva a circa 20 kg.
Fortunatamente, la batteria si sfila in due secondi ed è dotata di una custodia da trasporto dedicata. Lo scenario d’uso reale in mobilità diventa quindi molto semplice: si rimuove il pacco batteria (circa 2,5 kg), lo si mette in spalla o nello zaino, e ci si ritrova a gestire una bici da 16,9 kg, decisamente più gestibile da sollevare al binario, in metro o per il bagagliaio dell’auto.
Design, dimensioni e materiali
Esteticamente ENGWE Zip non somiglia a nulla nel catalogo del brand. Il telaio è compatto, con un tubo obliquo molto pronunciato e una forcella anteriore monobraccio che è probabilmente il dettaglio più riconoscibile della bici: la ruota anteriore è fissata da un solo lato, esattamente come su alcuni scooter e questo permette una piegatura più compatta oltre a dare un aspetto più inusuale.



Sul fronte ergonomia c’è un dato da valutare prima dell’acquisto: ENGWE Zip esiste in taglia unica. Il produttore dichiara una compatibilità per altezze da 155 a 190 cm, garantita dai 100 mm di escursione del reggisella e da altrettanti 100 mm di regolazione dell’attacco manubrio. Con altezza di 173 cm abbiamo trovato subito una posizione di guida comoda e ben bilanciata ma per chi supera il metro e ottantacinque l’impostazione rischia di diventare un po’ raccolta e le pedivelle corte da 152 mm cominceranno a farsi notare. Se vi trovate agli estremi della forbice di altezza indicata, tenete presente questa caratteristica prima dell’acquisto.

Performance, motore e sensore di coppia
Il motore è un brushless da 250W nominali nel mozzo posteriore, alimentato a 36V, con una coppia massima dichiarata di 40 Nm. Sulla carta è il dato meno impressionante di tutta la scheda tecnica, soprattutto per chi arriva dai 75 Nm delle L20 3.0 Boost e O20 Boost. Nella realtà bisogna ragionare in proporzione: 40 Nm applicati a una ruota da 16 pollici su una bici da 19 kg producono una spinta molto diversa rispetto agli stessi 40 Nm su una fat bike da 33 kg con ruote da 20×4.

Il merito principale però va al sensore di coppia. È lo stesso approccio che ENGWE ha adottato sui modelli Boost e continua a essere la differenza più importante rispetto alle ebike economiche con sensore di cadenza: il sistema misura la forza che state applicando ai pedali e modula l’assistenza di conseguenza: se spingete piano vi aiuta piano, se date gas vi accompagna. Il risultato è una pedalata che assomiglia a quella di una bici muscolare potenziata non a un motorino che si accende e si spegne con mezzo secondo di ritardo.

In ogni caso, sulle salite emergono i limiti fisici del progetto. Fino al 6-7% di pendenza la Zip sale senza problemi in PAS 3, con un’andatura costante intorno ai 18-20 km/h e una pedalata leggera. Oltre il 10% bisogna collaborare seriamente, scalare marce e accettare di andare piano: i 40 Nm arrivano a fine corsa e il motore, pur non surriscaldandosi mai nei nostri test, non ha altro da dare. Se vivete in una città con dislivelli importanti conviene orientarsi verso i modelli con il pulsante Boost (che trovate recensiti sempre su questo sito).
Display e App
Al centro del manubrio trova posto un display LCD a colori da 3,2 pollici, più piccolo del 3,5″ montato sulle L20 3.0 ma sostanzialmente identico come logica di funzionamento e leggibilità. Sotto il sole diretto di abbiamo sempre letto senza difficoltà le informazioni che ci fornisce il display.
Le informazioni mostrate sono quelle classiche: velocità istantanea, livello di assistenza attivo, stato della batteria in 5 tacche, chilometri del tragitto corrente e totale, più lo stato delle luci. I comandi sono sul lato sinistro del manubrio e raggruppano accensione, tasti + e – per i livelli di assistenza e attivazione delle luci. Tenendo premuto il tasto meno si attiva la modalità walk assist, che spinge la bici a passo d’uomo ed è comoda nelle rampe dei parcheggi interrati.
Il display integra il Bluetooth e si collega alla ENGWE App per iOS e Android, che offre storico dei percorsi, statistiche di viaggio e monitoraggio della batteria. Funziona, ma la consideriamo un accessorio più che una necessità: dopo i primi giorni abbiamo smesso di aprirla, perché il display sul manubrio dice già tutto quello che serve.
Da segnalare l’assenza di qualsiasi forma di tracciamento GPS; su ENGWE Zip non c’è il tag di localizzazione Apple/Android che ENGWE include nella O20 Boost: considerando che questa è la bici che più di tutte finirà parcheggiata in strada, è un’aggiunta che avremmo visto volentieri.
Cambio, freni e trasmissione
La trasmissione è affidata a un Shimano Tourney RD-TY300 a 7 rapporti, comandato da una leva Rapidfire SL-M315. Non è componentistica di fascia alta ma è lo standard consolidato su questa fascia di prezzo ed è soprattutto facilissima da far riparare da qualsiasi ciclista, anche nel paesino più piccolo.

L’impianto frenante è il vero pezzo forte della dotazione meccanica: freni idraulici a disco con rotori da 160 mm davanti e dietro. Su una bici da 19 kg che non supera i 25 km/h sono, francamente, sovradimensionati, e questo è un bene. La frenata è potente, modulabile e richiede uno sforzo minimo sulla leva, cosa che nel traffico cittadino, dove si frena e si riparte in continuazione, riduce parecchio l’affaticamento delle mani.

Bisogna solo fare un po’ di attenzione a come si frena con il freno anteriore: trattandosi di una bici molto compatta e corta, quando si frena in modo deciso l’inerzia spinge tutto il peso del corpo in avanti, facendo “alleggerire” la ruota posteriore più velocemente rispetto a quanto avviene su una bicicletta tradizionale.
Niente di allarmante: dopo i primi giorni ci si fa subito la mano e si impara a dosare la forza sulle leve in modo naturale; il consiglio è di frenare con un po’ più di dolcezza.
Ruote, comfort e illuminazione
ENGWE Zip ha pneumatici da 16″ x 1,95″ con battistrada ibrido urbano. ENGWE sottolinea che sono più larghi rispetto alle gomme da 16″ tradizionali e la differenza si sente: la superficie di contatto maggiore restituisce una stabilità che non ci aspettavamo da un diametro così ridotto. Su asfalto liscio e su ciclabile ENGWE Zip è precisa, agile fra ostacoli e molto piacevole da guidare.
Il problema arriva sui fondi sconnessi. Su pavé, su sanpietrini o davanti a una buca un po’ profonda, la ruota piccola non perdona: entra dove una ruota da 20 o 28 pollici scavalca e la scossa arriva dritta al manubrio. La forcella anteriore è rigida, quindi davanti non c’è alcun filtro se non le braccia. Sul posteriore va meglio grazie al reggisella ammortizzato Zoom che è incluso di serie (a differenza della O20 Boost, dove è un optional a pagamento) e che assorbe efficacemente dossi e giunti dell’asfalto. La sella imbottita comfort completa il quadro.


Sul fronte dell’impermeabilità i dati dichiarati sono dettagliati e rassicuranti: IPX7 sul cablaggio, IPX6 su display e luci, IPX5 su motore, controller e batteria. Durante i nostri test sotto un temporale estivo non abbiamo riscontrato alcun problema, anche se resta sempre valido il buon senso di non lasciarla parcheggiata sotto la pioggia battente per giorni.
Batteria, autonomia e ricarica USB-C
La batteria è una 36V 10Ah da 360 Wh con celle LG e BMS integrato, certificata EN 50604. Sulla carta è meno della metà dei 720 Wh della O20 Boost, ma il confronto diretto non ha senso: qui il pacco deve spostare una bici da 19 kg con ruote piccole e un motore da 40 Nm, quindi il consumo per chilometro è drasticamente inferiore.

La parte davvero interessante però è come ENGWE ha risolto l’alloggiamento: con ENGWE Zip la batteria non è integrata nel tubo obliquo come su tutte le altre ebike del brand: vive dentro una borsa in tessuto agganciata alla parte anteriore del telaio, sopra la ruota, fissata tramite guide e blocco con chiave e con un roll-top a fibbia.
Il risultato è che quando scendete dalla bici sganciate la borsa, ve la mettete a spalla e ve ne andate con i 2,5 kg di batteria addosso: la bici resta lì senza la sua parte più costosa e più rubata, e voi avete anche un posto dove mettere chiavi e caricatore. Si può togliere l’insieme borsa più batteria come blocco unico oppure sfilare solo il pacco lasciando la borsa sul telaio.

Durante il test abbiamo riscontrato un piccolo problema con la batteria per via dello stato di carica. È stata la prima volta, nonostante i tanti prodotti ENGWE che abbiamo provato negli anni, in cui abbiamo avuto reale necessità di contattare il supporto clienti. Dobbiamo dire che è stato un ottimo servizio: la risposta è arrivata praticamente subito e l’assistenza si è dimostrata rapida ed efficiente. Ci hanno fornito una soluzione risolutiva in tempi brevissimi e senza dover ricorrere alla sostituzione dell’intera bicicletta.
Conclusioni e Acquisto
ENGWE Zip è la ebike più interessante uscito dal catalogo del brand negli ultimi anni e lo diciamo pur avendo apprezzato molto le più potenti bici del marchio. Il motivo è che qui ENGWE non ha migliorato qualcosa di esistente: ha risolto un problema diverso.
Il sistema di piegatura in tre sezioni funziona davvero e porta la bici a un ingombro da valigia, il sensore di coppia restituisce una pedalata naturale che nessuna ebike con sensore di cadenza sa dare, i freni idraulici sono di livello superiore alla categoria e la batteria USB-C con caricatore GaN da 100W è una di quelle idee che fanno sembrare molto antiquate tutte le altre ebike.
I limiti ci sono e sono strutturali, non difetti: ruote da 16 pollici penalizzano il comfort sui fondi sconnessi, i 40 Nm bastano per la città pianeggiante ma non sulle salite più impegnative, il portapacchi non è incluso. Chi cerca più muscoli e ruote da 20 pollici dovrebbe guardare ad altri modelli (O20 Boost, con 75 Nm e 720 Wh). Qui invece il concorrente diretto non è un’altra ENGWE ma la Brompton Electric che pesa quanto la Zip ma costa quasi il quadruplo e monta freni meccanici e cambio a 4 rapporti.
Con questo prezzo di listino (1.099€ nel momento in cui scriviamo) e con quello che offre la concorrenza in questa fascia, il rapporto qualità-prezzo è nettamente a favore di ENGWE Zip. E la gestione dell’assistenza durante il nostro test ha aggiunto un tassello di fiducia che, su un prodotto che si usa ogni giorno, conta più di qualche newton per metro in più.
Verifica gli attuali codici sconto e le promozioni attive direttamente sul sito ufficiale ENGWE per ottenere il miglior prezzo disponibile al momento dell’acquisto.
- Piegatura in tre sezioni rapida e con ingombro da trolley
- Batteria estraibile con USB-C
- Freni idraulici a disco da 160 mm, superiori alla categoria
- Arriva già montata, pronta all’uso in dieci minuti
- Ruote da 16″ e forcella rigida penalizzano il comfort su terreno sconnesso
- Portapacchi posteriore non incluso, venduto separatamente
Articolo curato da
Giuseppe Alemanno
Founder & Tech Nerd
Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.























