Sembrava che la PS5 dovesse restare ancora a lungo un osso duro per la scena modding, e invece nel giro di una giornata è cambiato tutto. Il 29 settembre 2026 è stato pubblicato Relapse, un nuovo jailbreak che funziona su quasi tutte le console Sony in circolazione, PS5 Pro compresa. L’unica condizione è non aver installato l’ultimo aggiornamento di sistema, uscito da poco più di due settimane prima (versione 14).
Non si tratta del primo exploit per la console di Sony ma è quello più interessante perché sul mercato; copre infatti una fascia di firmware molto ampia, si avvia in pochi secondi e il codice è pubblico. Qui sotto trovate cosa fa, quali console riguarda e perché conviene pensarci due volte prima di provarlo. Continuate a leggere per sapere tutto.
Cos’è Relapse e chi lo ha sviluppato
Relapse è una exploit chain, cioè una serie di vulnerabilità sfruttate una dopo l’altra fino ad arrivare al controllo del kernel, il cuore del sistema operativo della console. A pubblicarlo su GitHub è stato lo sviluppatore Nathan Fargo (in rete si firma ntfargo), che nei crediti cita diversi nomi noti della scena PlayStation, fra cui Sonic_Iso. Il codice è rilasciato con licenza MIT: quindi aperto a chiunque voglia studiarlo, modificarlo e migliorarlo.
New PlayStation 5 jailbreak just dropped. Every PS5 console can now be jailbroken except ones updated in the past week or so. Huge. https://t.co/6FXb4SAcPv
— Lance McDonald (@manfightdragon) September 29, 2026
La notizia si è diffusa quando Lance McDonald, programmatore e modder molto seguito, ha scritto su X che da quel momento ogni PS5 poteva essere “jailbreakata” fatta eccezione per quelle aggiornate nell’ultima settimana al firmware 14. Poche ore dopo il canale YouTube MODDED WARFARE ha mostrato il jailbreak in funzione proprio in un video.
Su quale versione di PS5 funziona il Jailbreak

Relapse supporta i firmware dalla 7.00 alla 13.60, l’ultima versione rilasciata a fine luglio. Funziona sulla PS5 standard, sia con lettore sia Digital Edition e sulla PS5 Pro. L’unico blocco è il firmware 14.00 (quindi supponiamo da questo firmware in poi) distribuito da ufficialmente tramite internet come aggiornamento il 16 settembre: su quella versione la falla è già chiusa e siccome la PS5 non permette il downgrade, chi ha aggiornato non ha modo di tornare indietro.
Detto in altri termini, qualsiasi console ferma sugli scaffali o non aggiornata da un paio di settimane rientra nella lista. Ed è proprio questo a rendere Relapse così rilevante: il jailbreak kernel pubblico precedente si fermava al firmware 12.70.
Se volete sapere quale versione avete, la trovate nelle impostazioni della console, alla voce dedicata al software di sistema.
E’ sempre possibile disattivare gli aggiornamenti automatici che non vengono applicati se non dietro specifica richiesta dell’utente.
Come funziona Relapse
L’attacco lavora su due livelli. Il primo passa dal browser interno della console, sfruttando un bug di WebKit, il motore web che la PS5 usa per esempio nella Guida per l’utente. Il secondo sfrutta una race condition nel kernel, un errore di sincronizzazione che apre la strada ai privilegi più alti.
La novità è anche la velocità di esecuzione della procedura: sui firmware successivi alla 12.00 i metodi precedenti richiedevano circa 50 minuti di attesa mentre Relapse si carica in pochi secondi, senza dischi, salvataggi modificati o giochi particolari. I limiti però ci sono: il jailbreak non sopravvive al riavvio e va ricaricato ogni volta e non include un exploit dell’hypervisor, il livello di protezione che sta sopra il kernel.
Una volta attivo, il jailbreak permette di caricare file eseguibili tramite un loader ELF. Il progetto supporta già strumenti conosciuti nella scena come etaHEN, kstuff e ShadowMountPlus che servono a far girare applicazioni homebrew cioè software non firmato e approvato e a gestire i backup dei giochi PS5 (vedi paragrafo successivo).
Attenzione però a non confondere “jailbreak disponibile” con “funziona tutto”. Diverse testate specializzate fanno notare che l’exploit da solo non permette di fare tutto; per esempio non è (per il momento) possibile installare linux e rendere Playstation 5 una sorta di Steam Machine (proprio per la mancanza di un exploit dell’hypervisor come detto sopra).
Copie di Backup su PS5 si o no?
Per avviare i giochi più recenti di solito serve un firmware aggiornato e, dato che Relapse arriva fino alla 13.60, secondo Kotaku tutti i giochi usciti prima del 16 settembre potrebbero finire nelle mani dei pirati. Qualche utente sostiene di aver già fatto girare giochi usciti da pochissimo tempo.
In ogni caso, va detto che il jailbreak non serve solo a quello; la scena homebrew lo usa per la ricerca sulla sicurezza, per conservare i propri giochi e per sviluppare software. Il tempismo ha acceso ulteriormente gli animi: la release arriva proprio mentre Sony sostiene in tribunale che i giocatori non possiedono davvero i giochi digitali che comprano.
Per ora non ci sono commenti ufficiali mentre appunto il firmware 14.00 ha già corretto il bug ed è obbligatorio l’aggiornamento per i nuovi giochi e per i servizi online del Playstation Network. In altre parole, non sarà possibile andare online e giocare con gli altri giocatori se non si aggiorna la console.
Quali rischi per il Jailbreak di Playstation 5
Prima di farsi prendere dalla curiosità conviene mettere sul piatto qualche controindicazione. Sony può bannare console Playstation e account PSN che rileva come modificati e una console modificata rischia di perdere la garanzia. C’è poi l’aspetto legale: giocare con copie pirata (o di backup) è illegale e anche aggirare le protezioni può avere conseguenze. Infine, chi vuole tenersi il jailbreak deve rinunciare agli aggiornamenti di sistema e quindi ai giochi e alle funzioni che li richiedono; qualcuno ha detto GTA VI?
Resta da capire se Relapse diventerà una base stabile per la scena homebrew o se se ne parlerà sempre meno nel corso delle settimane. Molto dipenderà dai giochi che usciranno in seguito e da quanto la community riuscirà a tenere aggiornati gli strumenti. Noi continueremo a seguire la vicenda con aggiornamenti quando ci saranno novità!
Articolo curato da
Giuseppe Alemanno
Founder & Tech Nerd
Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.









