EICMA 2026: reportage e tutte le novità sulla mobilità elettrica

Ogni novembre Milano diventa la capitale mondiale delle due ruote con EICMA, l’Esposizione internazionale ciclo e motociclo che è il salone in cui i costruttori svelano le moto e gli scooter che arriveranno l’anno successivo e, per l’edizione numero 83, è tornata a Fiera Milano Rho dal 3 all’8 novembre. I primi due giorni sono riservati a stampa e operatori, poi i padiglioni si aprono al pubblico.

Eicma 2026 News

Quella del 2026 è l’edizione più grande di sempre: per la prima volta i padiglioni sono dieci, con 754 espositori e 2.120 marchi da 52 Paesi, tre su quattro dall’estero. Fuori dai padiglioni ci sono le gare e gli spettacoli di MotoLive, l’area Y.U.M. dove provare scooter e veicoli per la città e una mostra dedicata alla storia della MotoGP. Come sempre, la folla si raduna attorno alle supersportive, alle adventure e alle naked dei grandi marchi.

Noi ci siamo stati il 4 novembre, la seconda giornata stampa e abbiamo girato quasi tutti i padiglioni. Per i nostri lettori abbiamo guardato soprattutto a quello che si muove a batteria: scooter elettrici, moto, e-bike, monopattini e tutto ciò che sta in mezzo. Due cose si notano subito. La prima è quanta Cina ci sia, con marchi cinesi in quasi ogni padiglione e stand grandi e curati accanto ai nomi storici. La seconda è che la mobilità elettrica non ha più uno spazio tutto suo.

Allo stand Honda, tra i più affollati, la gente si accalcava attorno alle supersportive mentre a pochi metri c’era una mountain bike elettrica in carbonio e da Ducati la parete dedicata alle bici stava accanto alle Panigale. Girare quasi tutta la fiera in una sola giornata si sente nelle gambe, ma è il modo migliore per farsi un’idea concreta di come sta cambiando il settore. Continuate a leggere per saperne di più!

Scooter: la nuova era della mobilità urbana

Il contesto spiega perché tutti puntano sugli scooter elettrici; secondo i dati ANCMA, da gennaio a ottobre in Italia si sono immatricolate 9.861 due ruote elettriche, il 28% in più rispetto al 2025. Sembra tanto finché non si guarda la classifica: nello stesso periodo il solo Honda SH 125 ha venduto quasi il doppio. Lo scooter urbano è il segmento in cui l’elettrico può davvero sostituire il termico e gli stessi costruttori lo sanno.

Una delle notizie principali arriva da Yamaha che porta l’elettrico su due nomi storici della sua gamma, ovvero XENTER E, a ruote alte e NMAX E, più sportivo che condividono motore e batteria e promettono prestazioni da 125 e oltre 100 km di autonomia dichiarata. Si ricaricano con un cavo dalla presa di casa ma anche alle colonnine pubbliche con il connettore delle auto elettriche e hanno trasmissione a cinghia, retromarcia per le manovre e navigazione tramite app.

Allo stand lo XENTER E era esposto accanto a una versione Concept, con una livrea che riproduce la mappa di una città, su una pedana che imitava il pavé. Poco più in là c’era il Neo’s, lo scooter elettrico che Yamaha vende già da qualche anno: dal confronto si vede la differenza perché si passa dal ciclomotore cittadino a due scooter che vogliono prendere il posto di un 125. Verranno commercializzati a primavera 2027 e i prezzi non sono ancora noti.

Vespa ha scelto un modo molto diretto per raccontare le novità: al centro dello spazio Vespa Elettrica, sotto la scritta “The New Generation”, c’era una Primavera con la scocca in parte trasparente e la sella sollevata. Batteria e motore, colorati di rosso, erano ben visibili dentro una carrozzeria che da fuori resta quella di sempre. Il motore è nuovo, progettato e prodotto in Italia dal Gruppo Piaggio e soprattutto non usa le famose terre rare, materiali la cui filiera è in gran parte in mano alla Cina. Le versioni restano due: ciclomotore da 45 km/h con batteria estraibile, oppure Primavera Tech da 67 km/h, con un’autonomia che sale fino a circa 90 km e una modalità che protegge la batteria quando lo scooter resta fermo a lungo, per esempio d’inverno.

Nello stand di Silence abbiamo visto il sistema di batterie più facile da capire: l’accumulatore è un blocco con maniglia e ruote che si sfila dalla pedana e si porta a casa come un trolley: per chi vive in condominio senza box può fare la differenza. Sul maxi-scooter S06 Max le batterie sono due, affiancate sotto la pedana e l’autonomia dichiarata supera i 200 km. Accanto c’era anche lo S02 Paddock, in livrea Ducati Corse, uguale agli scooter usati dai team nei paddock della MotoGP.

Tra gli specialisti cinesi, NIU ha portato i modelli 2027, con un’ammiraglia da oltre 110 km/h, nuove batterie più compatte e una gestione più intelligente della riserva: invece di rallentare di colpo, lo scooter avvisa e riduce la velocità gradualmente. Horwin ha invece esposto le nuove SENMENTI, segno che anche i marchi più piccoli stanno ampliando la gamma. In tutti questi stand c’era un’idea comune: lo scooter elettrico non deve più essere solo un ciclomotore per il centro città ma un mezzo con cui effettivamente fare tutti gli spostamenti di ogni giorno. E infatti, davanti agli scooter elettrici, le domande dei visitatori erano quasi sempre le stesse: quanti chilometri si fanno davvero e dove si ricarica.

Molta tecnologia a EICMA 2026

Oltre ai prodotti in arrivo, EICMA è il posto dove capire dove ci si sta muovendo in ambito tecnologico; la Honda OUTLIER Concept è forse l’idea più radicale del salone: due motori elettrici montati direttamente nei mozzi delle ruote, anteriore e posteriore, quindi trazione integrale e nessuna trasmissione tradizionale. Gli specchietti sono sostituiti da telecamere e davanti al pilota c’è un display panoramico sottile. Per ora resta solo un concept ma questo basta a far immaginare il futuro.

Kove ha puntato invece sui motori a flusso assiale, più compatti e leggeri a parità di potenza rispetto a quelli tradizionali. Li usa sulla supersportiva elettrica E-500RR, che dichiara 50 kW di picco in meno di 150 kg e sulla off-road Bonic, con un telaio dall’aspetto scheletrico ispirato alla struttura delle ossa degli uccelli. Allo stand c’era anche una sportiva elettrica più piccola con il triangolo dell’alta tensione dove una volta c’era il tappo del serbatoio e, sul blocchetto destro, i tasti per le tre mappe e per la modalità parcheggio. Sono dettagli che fanno capire quanto l’elettrico stia cambiando anche i comandi più semplici e banali.

Allo stand Zero il messaggio principale era la ricarica rapida in corrente continua, scritto in grande sulla parete di fondo e in arrivo sulla gamma 2027. Il marchio californiano festeggiava vent’anni con una SR/F celebrativa e ha portato in anteprima la Project Ventura, una supermotard elettrica pensata per chi arriva dalle e-bike, con l’obiettivo di un prezzo accessibile.

Segway ha avuto uno degli stand più scenografici, con la moto elettrica del suo team Dakar, il numero 1001 sulla tabella, al centro di una finta pista nel deserto tra cactus e sabbia. Nel pomeriggio il marchio ha presentato la X Cruiser, un due ruote urbano con gabbia di protezione e cinture di sicurezza, sviluppato con know-how in licenza BMW, che ricorda la vecchia C1. Leggendo le schede tecniche dei suoi mezzi abbiamo però notato un dettaglio che interessa molto chi ama la tecnologia: monopattini e moto off-road sono compatibili con Dov’è di Apple, quindi si possono localizzare con un iPhone come si fa con gli AirTag, e ricevono aggiornamenti software automatici tramite app. È il tipo di funzione che fino a poco tempo fa trovavamo solo sugli smartphone.

E-bike con motori sempre più potenti

Chi cerca una vera fiera della bicicletta resterà un po’ deluso, perché le bici sono poche e sparse tra gli stand delle moto. Nonostante questo, quelle che ci sono mostrano bene dove sta andando la tecnologia: la Honda RN0, al centro del suo stand, segna l’ingresso del marchio nel mercato europeo delle e-MTB: è sviluppata con ROTWILD e Shimano, ha telaio in carbonio, forcella FOX e un forcellone particolare che sul telaio porta la scritta Gullarm. È una bici da appassionati, di fascia alta e anche se mancano ancora prezzo e autonomia rende l’idea di quanto i marchi delle moto prendano sul serio questo mercato.

Ducati ha esposto una vera gamma Cycling, dalla bici da strada Monoscocca RR alla gravel Gravia XR fino alle e-MTB DM-160 R e DM-170. Sul display della DM-170 abbiamo letto un dettaglio interessante: il motore è un Avinox, la piattaforma per e-bike di DJI, l’azienda nota per droni e gimbal, con 150 Nm di coppia e una batteria da 800 Wh, sospensioni Öhlins e un peso di circa 23 kg. Polini, unico motore italiano del gruppo, ha portato il suo E-P3+ montato su una e-MTB, una gravel e una bici da corsa, con tre anni di garanzia e il titolo mondiale e-bike enduro 2026 ricordato sullo stand.

Tra le e-bike meno costose, alcuni marchi stanno alzando il livello. Da Viketory abbiamo visto una pieghevole da città con telaio in alluminio dalle forme pulite e una e-MTB biammortizzata con componenti, come forcella RockShox e gomme Maxxis che di solito si trovano su bici più costose.

In ogni caso c’è un aspetto da tenere in considerazione: in Italia una bici a pedalata assistita deve fermarsi a 250 W nominali e 25 km/h e un monopattino a 20 km/h. La Segway Xyber, una specie di fat bike, arriva invece a 6.000 W con due batterie e la scheda precisa che è solo per uso fuoristrada e per maggiorenni, con uno sblocco della velocità da fare dal rivenditore. Anche il monopattino ZT3 Max E dello stesso marchio dichiara 25 km/h, quindi la versione italiana dovrà essere diversa. Lo stesso vale per molte fat bike con acceleratore viste negli stand dei produttori cinesi: se pensate a un acquisto, controllate sempre l’omologazione della versione venduta qui.

Le dirt bike elettriche

Se dovessimo scegliere il mezzo più presente in fiera, non sarebbe uno scooter ma la dirt bike elettrica. Le abbiamo trovate praticamente in ogni padiglione: la Xaber di Segway sul suo finto deserto, la GX03 gialla di LYVA, le moto da cross di Apexx, una E-Power con il pacco batteria a vista e perfino una piccola bici elettrica per ragazzi da Stomp. Sono leggere, silenziose e divertenti, ed è per questo che piacciono tanto.

Il problema è lo stesso delle fat bike: molte sono pensate solo per il fuoristrada o per mercati con regolamentazioni diverse dalle nostre. In Italia, per usarle su strada, serve un’omologazione come motociclo o ciclomotore, con targa, assicurazione e patente. Chi ne compra una senza omologazione può usarla solo in pista o su terreni privati ed è una cosa da tenere in considerazione prima di affezionarsi ad un modello particolare.

L’avanzata cinese con qualità e tecnologia

La presenza cinese è il filo che lega tutto il salone, tanto che lo Zontes 368, quarto scooter più venduto in Italia da inizio anno era esposto su un piedistallo come una moto di lusso. Allo stand Kove, accanto alle supersportive 450RR e 650RR, un pannello ricordava il titolo WorldSSP300 vinto nel 2025, il primo per una moto cinese e un cartello annunciava il debutto in Superbike nel 2027. Finiture, display e app sono ormai al livello dei marchi storici. La vera prova, però, sarà fuori dalla fiera: assistenza, ricambi e rete di vendita in Italia contano quanto la scheda tecnica.

C’è poi un’altra Cina, meno visibile ma enorme. Intere file di stand, con insegne collettive come “China Chongqing”, ospitano produttori che non cercano il cliente finale ma importatori e distributori. Da Senling c’erano scooter elettrici dalle linee retrò, da Qianxin scooter, quad e perfino un golf cart, da Indigo e Freedare fat bike e e-bike da città, spesso accanto a pannelli che mostrano la fabbrica e la disponibilità a produrre per altri marchi. Molti di questi mezzi arriveranno in Italia con un nome diverso da quello visto in fiera. Non c’è solo la Cina, però: il gruppo turco Volta riuniva nello stesso stand scooter elettrici, fat bike pieghevoli, tricicli e una piccola auto elettrica.

Il debutto più interessante è stato quello di LYVA, marchio premium del gruppo cinese Luyuan, con una cargo a tre ruote e un monopattino pieghevole nati da concept in licenza BMW. Dal vivo la cargo colpisce per il vano con capottina e seggiolino con cinture, mentre il monopattino si richiude in un pacchetto compatto, con il manubrio ripiegato sopra la pedana. Accanto c’erano e-bike urbane e la dirt bike GX03 e sul pannello dei partner comparivano, oltre a BMW, anche Kove e il gruppo siderurgico Baowu. Al marchio LYVA dedicheremo presto un articolo dedicato!

Considerazioni finali

Eicma Logo 2

Torniamo a casa dopo questa edizione di EICMA con l’impressione che la mobilità elettrica sia finalmente matura, almeno sulla carta. Mancano però ancora alcuni prezzi di Yamaha e Vespa, ed è lì che si capirà se l’elettrico può parlare anche a chi oggi guarda uno scooter SH. Molti modelli visti in fiera arriveranno nel corso del 2027 e non è da sottovalutare il fatto che l’Ecobonus per l’Italia dovrebbe scendere dal 30-40% al 20-30% del prezzo.

Prima dell’acquisto, restano due nodi cruciali da sciogliere: la reale presenza dei marchi cinesi sul territorio con assistenza e ricambi, e la corretta omologazione su strada di veicoli al limite del regolamento come fat bike e dirt bike elettriche. Continueremo a seguire da vicino le novità in arrivo testando i modelli sul campo, con un occhio di riguardo per l’autonomia reale e l’usabilità quotidiana.

Giuseppe Alemanno

Articolo curato da

Giuseppe Alemanno

Founder & Tech Nerd

Vive tra terminali e compilatori. Scrive approfondimenti tecnici, recensioni e tutorial pratici su sistemi operativi, programmazione, hardware e videogiochi.

Entra nel nostro canale Offerte esclusive e codici sconto ogni giorno