Immuni, l’app per tracciare i contagi da Coronavirus

In seguito alla recente pandemia, di cui trovate un nostro articolo con una Mappa sul Coronavirus molto dettagliata con trends dei contagi, in Italia ci accingiamo a superare la fase più critica del contagio detta Fase 1, avviandoci verso la seconda fase.

La “Fase2“, sarà caratterizzata dalla convivenza obbligata con il nuovo virus, ma con alcune obbligate contromisure. Alcuni paesi orientali come Cina e la Corea del Sud (che si trovano già in questa fase da tempo), hanno adottato un’applicazione per cellulari per contenere i contagi.

Anche l’Italia ha deciso di intraprendere questa strada tramite un’applicazione per il contact tracing, chiamata Immuni, scelta dalla Protezione Civile. Il contact tracing non è altro che un sistema di tracciamento dei contatti che identifica le persone che potrebbero essere venute a contatto con una persona infetta. Il suo vantaggio principale è quello di aiutare a identificare persone potenzialmente infette prima che emergano sintomi.

Questo sistema può sfruttare oltre agli smartphone (tramite applicazione) anche altri dispositivi come ad esempio braccialetti (ideali per anziani e per chi non usa uno smartphone). Tutti i dispositivi in questione, devono avere solo come caratteristica fondamentale, quella di possedere la tecnologia di comunicazione Bluetooth.

Nei prossimi paragrafi spiegheremo come funziona e perché è molto differente dalle app scelte dai paesi orientali.

Cos’è Immuni

Immuni è l’app scelta dal commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, tra oltre 300 applicazioni. È stata realizzata gratuitamente dalla società Bending Spoons S.p.a, che ha ceduto la licenza e il codice sorgente allo stato.

L’app è completamente gratuita per lo stato e per i cittadini. Fra le tante soluzioni proposte è stata preferita ad altre, perché ritenuta più idonea a contrastare la diffusione del virus e nel mentre rispettare la privacy dei cittadini.

Come funziona Immuni

Ancora l’app non è disponibile per essere scaricata, ma dall’ordinanza del 16 Aprile 2020 si può dedurre molto sul suo funzionamento.

Immuni app contagio coronavirus

  • L’applicazione Immuni sfrutterà la tecnologia Bluetooth del vostro telefono, tenendola sempre attiva.
  • Direttamente dal vostro smartphone (e non da un server esterno) verrà generato un codice casuale anonimo, che verrà inviato a tutti i telefoni con l’app Immuni installata, che si verranno a trovare a una distanza di 1 metro.
  • L’app Immuni terrà in memoria i codici anonimi delle persone con cui si è venuti a contatto, fino al 31 dicembre 2020, senza che questi vengano inviati a nessuno.
  • La potenzialità di quest’app inizia nel momento in cui uno dei contatti memorizzati tramite tecnologia bluetooth con cui siamo venuti a contatto risulterà infetto. In questo caso riceveremo una notifica del tipo “sei stato vicino a una persona contagiata da covid-19, a una distanza e tempo sufficienti da permettere l’infezione”. In seguito riceveremo delle istruzioni sul da farsi sulle quali il governo deve ancora decidere.

L’app, per tutelare al massimo la privacy, non tiene traccia ne delle posizioni GPS ne delle celle telefoniche, quindi non sarà possibile sapere dove sarà avvenuto il contatto con una persona risultata positiva al Covid-19. Inoltre come detto prima, userà un sistema “decentralizzato” dove il codice anonimo verrà generato dal nostro smartphone e non da un server esterno.

Ormai quasi tutti i moderni smartphone sono dotati del Bluetooth Low Energy (BLE), che ha il vantaggio di consumare pochissima batteria. Quindi non dovete preoccuparvi, l’app impatterà in modo irrisorio sull’autonomia del vostro smartphone.

Come si installa Immuni

Come abbiamo detto precedentemente, l’applicazione Immuni è gratis, ma ad oggi l’app non è ancora disponibile su nessuno degli store. Appena sarà resa disponibile l’installazione sarà identica a quella di qualsiasi altra app sull’App Store (il negozio di app degli iPhone e degli iPad) e del Play Store (il negozio di app di Android).

Appena l’app verrà rilasciata aggiorneremo questo articolo per inserirvi i link diretti per lo scaricamento.

Immuni è pericoloso per la privacy?

La risposta è no, anche per rispondere alle infinite voci paranoiche diffusesi su Facebook e WhatsApp. Immuni non è un’app dedicata la controllo di massa, in realtà fra le soluzioni che potevano essere scelte è una delle più rispettose della privacy. Ecco un rapido specchietto da mostrare ad amici e parenti inutilmente preoccupati:

  • Immuni non potrà monitorare la vostra posizione perché non avrà accesso alle informazioni sulla localizzazione del vostro dispositivo (GPS e celle di rete);
  • l’installazione dell’app è volontaria, quindi ogni cittadino potrà scegliere se scaricarla ed installarla o meno;
  • il codice dell’applicazione sarà reso open source, caratteristica importantissima, in quanto ogni programmatore potrà controllare e verificare che non esistono pericoli;
  • codice generato dallo smartphone e non da server esterni.

Come potete notare la situazione è molto diversa rispetto alle app utilizzate in estremo oriente. Visto che invece quelle sono obbligatorie, tracciano le posizioni, ed a volte (come nel caso dell’app cinese) indicano addirittura la posizione dell’infetto.

Ricordiamo che a differenza di Immuni, una miriade di applicazione già accedono alla nostra posizione, un esempio tra tutti sono i vari servizi di Social Network o la stessa Google tramite Maps o altre applicazioni, che traccia ogni posto che visitate, potete notarlo e ripercorrere i vostri spostamenti entrando nella sezione Cronologia posizionicon il vostro account di Google.

Qui sotto trovate uno screenshot, con alcune delle tante app che hanno accesso alla nostra posizione GPS. Su molti smartphone potete controllare le autorizzazioni alla posizione da parte delle app, andando nelle “Impostazioni” del vostro smartphone, successivamente su “App”, poi su “Autorizzazioni o Gestione Autorizzazioni” e in fine su “Posizione”.

app autorizzate accesso posizione gps

Quest’app sarà utile per fermare i contagi?

Le stime dicono che un’app di questo genere, per essere efficace, deve essere installata da almeno il 60% della popolazione. Non sarà semplice raggiungere questi numeri, visto che l’installazione è volontaria, molti come abbiamo scritto sopra sono tendenti al complottismo e alla paranoia, e per alcuni come i più anziani è difficoltoso installare un’app. Sono escluse comunque misure di limitazione della mobilità in “Fase 2” per chi non installa l’app.

Sta comunque al buon senso della popolazione capire che installare l’app, rispettare le regole di distanziamento e indossare la mascherina, sarà d’aiuto ad evitare una nuova risalita dei contagi, che altrimenti riporterà a un nuovo lockdown. Inoltre essendo open source, l’applicazione darà garanzia della sua genuinità essendo ispezionabile da qualsiasi persona con conoscenze nel campo della programmazione.

Tocca ora al Ministero dello Sviluppo, impegnarsi ad informare per bene i cittadini, così da calmare i loro timori e spiegare bene come funziona l’app e come procedere all’installazione.

Noi per nostra parte, appena l’applicazione sarà disponibile sugli store, aggiorneremo questa nostra guida, così da offrire anche una guida rapida all’installazione.