Se c’è un nome che ha cambiato per sempre il mondo del fai-da-te tecnologico e della programmazione didattica, è senza dubbio quello di Raspberry Pi. Questo mini computer a scheda singola (SBC) è nato nel Regno Unito con uno scopo nobile: portare l’informatica di base nelle scuole. Oggi, con decine di milioni di unità vendute, è diventato il compagno inseparabile di maker, smanettoni e professionisti in tutto il mondo.

La semplicità d’uso, le dimensioni ridottissime e i consumi irrisori lo hanno reso la scelta numero uno per chiunque voglia costruire un media center, un sistema di domotica, un server casalingo o un cabinato per il retrogaming. Ma se con le versioni precedenti eravamo abituati a fare qualche compromesso sulle prestazioni, con la nuova serie 5 la musica è decisamente cambiata.
Le caratteristiche del Raspberry Pi 5: un salto generazionale
Diciamocelo chiaramente: il Pi 4 è stato un ottimo dispositivo, ma con il Raspberry Pi 5 la Fondazione ha fatto davvero i compiti a casa. Questo modello non è un semplice aggiornamento, ma porta con sé miglioramenti hardware che si fanno sentire fin dal primo avvio, pur mantenendo la totale compatibilità con i progetti del passato.
Il vero cuore pulsante di questo salto in avanti è il chip Broadcom BCM2712 quad-core Cortex-A76 che viaggia fino a 2,4 GHz. Abbandonando la vecchia architettura, le prestazioni reali sono schizzate in alto di oltre il 30%. Sentirete la differenza non solo nell’apertura delle app su Raspberry Pi OS (che ora gira fluidissimo su base Debian), ma anche nella reattività della navigazione web e nei carichi più pesanti. Hanno anche ridisegnato il PCB migliorando la dissipazione termica, anche se una ventolina attiva resta sempre il nostro consiglio spassionato.
L’altra grandissima novità, forse la più attesa in assoluto dalla community, è l’introduzione di una porta PCIe 2.0. Questo significa che, procurandovi un’apposita HAT di espansione, potete finalmente collegare un SSD NVMe veloce e dire per sempre addio ai limiti di velocità e ai colli di bottiglia delle vecchie e care microSD.
Ovviamente non mancano i grandi classici: Wi-Fi 5 dual-band, Bluetooth 5.0, una porta Gigabit Ethernet, due USB 3.0 e due USB 2.0. Per il comparto video, le due porte micro HDMI gestiscono tranquillamente un doppio monitor in 4K a 60fps. E come sempre, l’iconico header GPIO a 40 pin è lì, pronto ad accogliere i vostri sensori.
Cosa significa “Model B” e quali sono le differenze?
Quando leggete le recensioni online o visitate gli store, noterete che la scheda viene quasi sempre chiamata per esteso Raspberry Pi 5 Model B. Se vi state avvicinando ora a questo ecosistema, è giusto fare un po’ di chiarezza su questa nomenclatura.
Nel linguaggio della Raspberry Pi Foundation, la dicitura Model B indica da sempre la scheda “ammiraglia”. È il formato standard, quello più completo e potente, che include tutte le porte a grandezza naturale (le 4 porte USB, il connettore Ethernet dedicato, ecc.). È pensato per chi vuole le massime prestazioni, un computer a tutti gli effetti o un server domestico senza compromessi sulla connettività.
Dall’altra parte esistono formati alternativi (come il Model A o la serie Zero). Questi sono modelli “dimagriti”, spesso più compatti e quadrati, privati della porta Ethernet e con un numero inferiore di USB. Sono ideati per progetti integrati dove lo spazio è vitale (pensate a piccoli droni o telecamere smart) e dove l’uso della rete cablata non è necessario. Se volete versatilità assoluta per sperimentare, il Model B è senza dubbio la scelta con cui partire.
Intelligenza artificiale locale con l’AI HAT+ 2
Il 2026 ha portato una ventata di aria fresca anche per chi sviluppa in ambito machine learning, grazie all’arrivo ufficiale dell’AI HAT+ 2.
Questa scheda di espansione, pensata appositamente per i modelli generativi, offre ben 40 TOPS di potenza di calcolo dedicata interamente all’inferenza. Il vero vantaggio è che l’elaborazione viene sganciata dal processore principale: questo vi permette di usare anche un Pi 5 base con poca RAM per far girare modelli di linguaggio, riconoscimento facciale o sistemi di automazione avanzata direttamente in locale, completamente offline e senza costosi abbonamenti cloud.
Prezzi aggiornati 2026: la situazione del mercato
Il mercato dell’hardware nel 2026 ha subito diversi scossoni. La grande richiesta globale di memoria per le infrastrutture legate all’Intelligenza Artificiale ha fatto lievitare i costi delle LPDDR4. Sebbene la fondazione cerchi di calmierare i prezzi, i modelli con grandi quantitativi di RAM costano oggi sensibilmente di più rispetto alle aspettative del lancio.
Per aiutarvi a fare i conti e orientarvi nell’acquisto, ecco una panoramica realistica dei prezzi attuali:
- Raspberry Pi 5 con 1 GB di RAM: Rimane super accessibile, stabile intorno ai $45.
- Raspberry Pi 5 con 2 GB di RAM: Il compromesso perfetto per chi inizia, si assesta sui $65.
- Raspberry Pi 5 con 4 GB di RAM: Il taglio più equilibrato e richiesto, anche se il prezzo balla un po’ a seconda della disponibilità degli store.
- Raspberry Pi 5 con 8 GB di RAM: Qui i rincari si fanno sentire maggiormente, con prezzi che spesso sfiorano i $130.
- Raspberry Pi 5 con 16 GB di RAM: Questa è la versione estrema, pensata solo per chi compila software pesante, fa girare decine di container Docker o usa il Pi come server aziendale. Preparatevi però a sborsare cifre che nei rivenditori europei superano i 200 euro.
Non fatevi prendere dall’ansia delle specifiche tecniche esagerate. Per la quasi totalità dei progetti classici da smanettoni (Home Assistant, un media center, server web o NAS domestico) le versioni da 2 GB o 4 GB vanno benissimo. Investite il budget che risparmiate in un SSD NVMe di buona qualità e nel suo adattatore PCIe: il salto di prestazioni complessivo del sistema sarà molto più appagante rispetto all’avere tanta RAM inutilizzata!
Insomma, che stiate muovendo i primi passi nella programmazione, creando una console da bar arcade o progettando un’infrastruttura di rete complessa per la vostra casa smart, il Raspberry Pi 5 Model B si riconferma l’alleato definitivo. Fate solo attenzione a scegliere con criterio la configurazione di RAM più adatta alle vostre reali necessità!
Articolo curato da
Giulio Bruno
Tech Expert
Esperto di tecnologia e intelligenza artificiale, Giulio scrive guide approfondite per semplificare la vita digitale da oltre 10 anni.









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