Prezzi RAM nel 2025 e le previsioni per il 2026

Se hai a che fare col mercato dei componenti PC da qualche tempo avrai notato di certo un trend inquietante, i prezzi delle memorie RAM hanno continuato a lievitare per tutto il 2025. Se vuoi sapere se il trend di prezzi in ascesa continuerà anche nel 2026, la nostra analisi è qui per te. Scopri le dinamiche che hanno determinato quest’aumento repentino, quasi senza precedenti e dove porterà.

La situazione attuale dei prezzi

Prezzi Ram Cover

I dati di mercato fotografano un incremento drammatico che ha colpito tutte le categorie di memorie. Il prezzo medio della DRAM è aumentato fino al 171,8% su base annua, trasformando completamente le dinamiche di acquisto per consumatori e aziende. Un kit DDR5 da 32 GB che nel 2024 costava circa 120-130 euro oggi supera facilmente i 230-260 euro, mentre le configurazioni da 64 GB si avvicinano ai 450-500 euro. Alcuni casi specifici hanno registrato picchi ancora più estremi: un modulo Corsair Vengeance DDR5-6000 da 32GB è passato da 134,99 dollari a settembre 2025 a oltre 420 dollari all’inizio di dicembre.

Questa escalation non rappresenta una fluttuazione temporanea ma riflette cambiamenti strutturali nella catena produttiva globale. I rivenditori segnalano aumenti di prezzo tra il 15% e il 20% applicati dai fornitori, con riduzione dei contratti in risposta alle condizioni di mercato. Le memorie DDR4, considerate ormai end-of-life dai produttori, stanno paradossalmente registrando incrementi superiori alle DDR5, poiché i produttori stanno progressivamente spegnendo le linee produttive dedicate.

Le cause dell’aumento dei prezzi della RAM

È inutile nascondersi; l’intelligenza artificiale rappresenta il fattore determinante dietro la crisi delle memorie RAM. I data center dedicati all’AI consumano quantità enormi di memoria ad alte prestazioni, in particolare memorie HBM (High Bandwidth Memory) utilizzate nelle GPU per l’elaborazione dei modelli. Il problema centrale risiede nell’efficienza produttiva: per fabbricare 1 GB di HBM serve circa tre volte la superficie di wafer necessaria per produrre 1 GB di DRAM tradizionale. Questa disparità ha spinto i tre maggiori produttori mondiali – Samsung, SK Hynix e Micron, che controllano circa il 70% della produzione globale – a riallocare la capacità produttiva dai chip DRAM convenzionali verso le memorie HBM, molto più redditizie.

La domanda di HBM è cresciuta a ritmi vertiginosi: gli analisti stimano che questa tecnologia richieda una quota a doppia cifra dell’attuale capacità produttiva globale di DRAM. Samsung ha aumentato i prezzi dei chip di memoria fino al 60% da settembre 2025, spinta quasi interamente dalla domanda elevata per la costruzione di nuovi data center dedicati all’AI. Questa prioritizzazione ha lasciato il mercato consumer con un’offerta drasticamente ridotta, costringendo produttori di PC, notebook e dispositivi elettronici a competere per quote sempre più limitate di componenti disponibili.

​L’impatto sui diversi standard di memoria

Prezzi Ram 1

Le memorie DDR5, che rappresentano il nuovo standard per le piattaforme moderne, continuano a subire pressioni al rialzo nonostante la transizione tecnologica in corso. I produttori stanno aumentando i prezzi a ogni trimestre, mentre gli OEM accumulano scorte in modo simile a quanto accadde durante la crisi del 2009. Gli analisti prevedono che un modulo DDR5 da 16GB, che costava pochissimo fino all’estate 2025, potrebbe raggiungere i 30 dollari di solo costo chip entro metà 2026, con aumenti del 30-50% per trimestre nella prima metà del 2026.

Le memorie DDR4 stanno vivendo una situazione ancora più critica: considerate end-of-life dai produttori, le linee di produzione vengono progressivamente dismesse, causando minore disponibilità, prezzi in aumento e qualità incerta per i moduli economici provenienti da canali secondari. Samsung, Micron e SK Hynix hanno infatti cessato o stanno cessando la produzione di DDR4. Nel 2026 vedremo l’introduzione di due nuove tecnologie: i moduli CUDIMM con clock driver integrato, necessari per frequenze superiori ai 6400 MT/s, e il formato CAMM2 che inizierà a diffondersi sui notebook professionali, entrambi portatori di costi più elevati.

Gli effetti collaterali sul mercato tecnologico

La crisi della RAM non rimane confinata al settore dei PC ma purtroppo si propaga attraverso l’intero ecosistema tecnologico. Gli smartphone, che utilizzano moduli di memoria sempre più veloci e capienti, saranno tra i primi a risentire degli aumenti, specialmente con la diffusione dell’AI on-device che richiede maggiore RAM per l’elaborazione locale. Framework ha dovuto aumentare del 50% i prezzi della memoria DDR5 configurabile nei suoi laptop DIY Edition a causa dei “costi sostanzialmente più elevati” da parte di fornitori e distributori.

Anche le schede grafiche (GPU) hanno subito l’impatto: i partner di AMD hanno aumentato i prezzi delle schede di circa 10 dollari per ogni 8GB di VRAM a partire da novembre 2025, con voci che suggeriscono ulteriori aumenti di 20 dollari per i modelli da 8GB e 40 dollari per quelli da 16GB. Dell e HP hanno segnalato problematiche legate ai costi dei componenti, con il CEO di HP che ha dichiarato che i costi della memoria stanno influenzando i margini sui sistemi consumer, mentre il COO di Dell ha affermato di non aver mai visto i costi dei chip di memoria salire così rapidamente.

Persino Raspberry Pi ha aumentato i prezzi delle schede da 4GB e 8GB, citando vincoli di fornitura sulla LPDDR4X. IDC prevede che il mercato PC potrebbe subire un rallentamento tra il 5% e il 9% a causa dell’aumento dei prezzi delle memorie RAM, con un conseguente aumento dei prezzi dei PC stimato fino all’8% nel 2026.

Le dinamiche produttive e strategiche dei produttori

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I tre giganti mondiali della memoria hanno adottato strategie differenziate ma convergenti, stanno dando tutti e tre la priorità ai segmenti di mercato più redditizi. Samsung Electronics, tradizionalmente il maggiore produttore, ha limitato la produzione di DRAM convenzionale per concentrarsi su HBM e applicazioni per data center.

La decisione strategica di Samsung di acquistare memoria LPDDR5X da Micron per la serie Galaxy S25 anziché utilizzare la propria produzione interna evidenzia le sfide competitive che la divisione memoria del colosso coreano sta affrontando, con Micron che ha dimostrato leadership nelle prestazioni, efficienza dei costi e prontezza produttiva.

Micron ha addirittura annunciato l’uscita dal business consumer Crucial per concentrarsi sui clienti strategici più grandi nei segmenti in crescita più rapida. Questa convergenza strategica verso i segmenti enterprise e AI lascia il mercato consumer con un’offerta sempre più ristretta. La costruzione di nuove fabbriche di chip richiede anni e miliardi di euro, rendendo impossibile un rapido aumento della capacità produttiva. I produttori preferiscono investire su memorie per AI, molto più redditizie, piuttosto che espandere la produzione di DRAM convenzionale.

Previsioni per il 2026 e oltre

Le prospettive per il 2026 indicano una continuazione delle condizioni di mercato difficili senza segnali di rapido sollievo. Counterpoint Research prevede che i prezzi della DRAM per server potrebbero raddoppiare entro la fine del 2026, dopo essere già aumentati di circa il 50% nel 2025, con ulteriori incrementi del 30% previsti per fine 2025 e del 20% all’inizio del 2026. I moduli RDIMM DDR5 da 64GB potrebbero costare il doppio alla fine del 2026 rispetto all’inizio del 2025. Gli analisti concordano sul fatto che una normalizzazione dei prezzi non avverrà prima della seconda metà del 2026, periodo necessario affinché i produttori riescano a incrementare significativamente la capacità produttiva di chip DDR5 e HBM, bilanciando l’offerta.

Lo scenario ottimistico prevede un allentamento dei prezzi solo verso fine 2026, con una normalizzazione probabile nel 2027, mentre lo scenario pessimistico sposta il reale recupero al 2028 o oltre. La domanda di memoria legata all’AI continuerà a crescere anziché diminuire, alimentando la pressione sul mercato. Alcuni utenti e rivenditori stanno già facendo scorte per paura di ulteriori rincari futuri, alimentando una spirale che auto-sostiene i prezzi elevati. Le dinamiche strutturali indicano che difficilmente vedremo un ritorno ai prezzi bassi del periodo 2020-2022, poiché l’AI rimarrà un divoratore di risorse per molti anni.

L’importanza di essere razionali negli acquisti

In questo contesto di mercato instabile, adottare strategie di acquisto ponderate diventa fondamentale per ottimizzare investimenti e continuità operativa. Per chi necessita di aggiornare la RAM, rimandare potrebbe non essere la scelta migliore, in quanto, i prezzi attuali sono elevati ma potrebbero aumentare ulteriormente, quindi valutare l’upgrade da 16GB a 32GB oggi potrebbe rivelarsi più conveniente che attendere sei mesi. È importante dimensionare correttamente le esigenze reali: per la maggior parte degli utenti 32GB sono sufficienti, mentre per ufficio e smartworking 16GB rimangono adeguati, evitando configurazioni sovradimensionate come 64GB quando non strettamente necessarie.

Prima di investire in nuova memoria, vale la pena ottimizzare il sistema esistente: una pulizia approfondita, l’installazione di un SSD più veloce o un reset completo possono dare nuova vita al PC senza toccare la RAM. Nella scelta dei componenti, è cruciale evitare moduli di qualità dubbia o troppo economici: con la crisi stanno proliferando memorie di provenienza incerta, quindi è preferibile orientarsi verso brand consolidati e affidabili.

Per i professionisti che dipendono da workstation, acquistare componenti isolati senza una visione sistemica è rischioso, è meglio pianificare upgrade intelligenti che considerino RAM e SSD insieme, valutare soluzioni ibride SSD più HDD per l’archiviazione, e considerare il carico software reale prima di procedere.

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