Cos’è il Vishing e come difendersi

Il vishing rappresenta oggi una delle minacce più insidiose nel panorama della sicurezza digitale. Questo termine, che deriva dalla fusione tra “voice” e “phishing”, identifica una forma evoluta di truffa telefonica che sfrutta le più recenti tecnologie di intelligenza artificiale per ingannare le vittime.

A differenza delle tradizionali frodi telefoniche, il vishing moderno utilizza software avanzati capaci di clonare la voce delle persone con una precisione impressionante, rendendo quasi impossibile distinguere una chiamata autentica da una fraudolenta.

Questa tecnica si sta diffondendo rapidamente in Italia, dove si registra una crescita allarmante degli attacchi informatici: secondo i dati del 2025, il nostro Paese è diventato bersaglio del 10% degli attacchi cyber globali, con un incremento del 53% degli eventi nel primo semestre dell’anno.

Il vishing non è solo un problema tecnologico, ma una questione che tocca la sfera emotiva e finanziaria delle vittime, causando danni economici diretti e conseguenze psicologiche come ansia, vergogna e un profondo senso di tradimento. Comprendere come funziona il vishing e quali strumenti abbiamo a disposizione per difenderci dal vishing è diventato fondamentale per chiunque utilizzi un telefono, sia esso fisso o mobile.

Come funziona la trappola del vishing

Vishing

Gli attacchi di vishing seguono un copione ben definito che combina ingegneria sociale e tecnologie di ultima generazione.

  1. Il primo contatto avviene solitamente attraverso una chiamata muta, apparentemente innocua ma in realtà strategica: serve ai truffatori per verificare che il numero telefonico sia attivo e utilizzato da una persona reale.
  2. Questa fase iniziale viene seguita da chiamate successive, durante le quali i criminali tentano di registrare campioni della voce della vittima, magari ponendo domande apparentemente innocue che spingono la persona a parlare.
    In alternativa, questi frammenti audio possono essere reperiti direttamente online, estratti da video pubblicati sui profili social della vittima o da altre fonti pubblicamente accessibili.
    Bastano infatti appena tre secondi di audio per permettere ai software di intelligenza artificiale generativa di elaborare un clone vocale praticamente perfetto, capace di replicare tono, ritmo e inflessioni della voce originale.
  3. Una volta ottenuto il campione vocale e creato il clone, i truffatori passano alla fase finale dell’attacco: i truffatori contattano familiari, amici o colleghi della vittima utilizzando la voce clonata per simulare situazioni di emergenza.
    Le storie sono sempre le stesse, ma risultano tremendamente efficaci:
    un incidente stradale, un fermo di polizia all’estero, un cellulare rotto, un problema medico urgente che richiede l’immediato invio di denaro.

L’efficacia di questa truffa viene amplificata dallo spoofing, una tecnica che permette di falsificare il numero di telefono visualizzato sul display del destinatario.
In questo modo, la chiamata sembra provenire davvero dal cellulare del familiare o dall’ufficio della banca, abbassando ulteriormente le difese della vittima e rendendo la trappola praticamente perfetta.

Le conseguenze del vishing

Quando si parla di vishing, il primo pensiero va inevitabilmente alle perdite finanziarie, che rappresentano il danno più immediato e tangibile.

Le vittime possono trovarsi a trasferire migliaia di euro in pochi minuti, convinte di aiutare un familiare in difficoltà o di risolvere un problema urgente con la propria banca.

Tuttavia, le conseguenze di questa truffa vanno ben oltre l’aspetto economico e toccano dimensioni più profonde della vita delle persone.

In molti casi, i malintenzionati non puntano direttamente al denaro, ma ai dati sensibili della vittima:
informazioni bancarie, codici di accesso, documenti di identità che possono essere utilizzati per compiere ulteriori frodi, incluso il furto di identità.

Questo tipo di danno può protrarsi nel tempo, con conseguenze che si manifestano anche a distanza di mesi, quando la vittima scopre conti svuotati, prestiti contratti a suo nome o altre operazioni fraudolente.

Ma c’è un aspetto ancora più sottovalutato, le conseguenze emotive e psicologiche di chi cade vittima di un attacco vishing.
Il senso di vergogna per essere stati ingannati, l’ansia legata alla violazione della propria privacy, la paura che l’attacco possa ripetersi sono solo alcune delle reazioni comuni.
La consapevolezza di essere stati traditi da una voce che sembrava quella di una persona cara o di un’istituzione fidata crea un profondo senso di smarrimento.
Non è raro che le vittime sviluppino stati d’ansia persistenti, diffidenza verso le telefonate in generale e difficoltà nel ripristinare un normale senso di sicurezza nella propria vita quotidiana.

La dimensione psicologica del vishing viene spesso trascurata, ma rappresenta un elemento cruciale che merita attenzione tanto quanto i danni materiali.

Come difendersi dal vishing

Vishing 2

Difendersi dal vishing è ancora possibile, ma richiede un approccio prudente, consapevole e sistematico.

La prima regola fondamentale è non fornire mai al telefono dati personali, bancari o sensibili, indipendentemente da chi affermi di essere il chiamante.
Nessuna banca o istituzione seria chiederà mai per telefono codici di accesso, PIN o password:
se ricevete una richiesta di questo tipo, è praticamente certo che si tratti di un tentativo di truffa.

La seconda strategia essenziale è evitare di rispondere a chiamate provenienti da numeri sconosciuti, lasciando eventualmente che finiscano in segreteria.
Se la chiamata è legittima, chi vi cerca lascerà un messaggio e potrete ricontattare attraverso canali ufficiali e verificati.

Un aspetto particolarmente importante, spesso sottovalutato, riguarda le parole che pronunciate durante una chiamata sospetta: evitate di pronunciare frasi complete o, soprattutto, la parola “sì”.

Queste registrazioni possono infatti essere utilizzate per addestrare ulteriormente l’intelligenza artificiale e, in alcuni casi, per autorizzare transazioni fraudolente facendo credere che abbiate dato il vostro consenso verbale.

Se avete il sospetto di essere finiti nel mirino di un truffatore e ricevete richieste urgenti di denaro o informazioni sensibili, la cosa migliore da fare è interrompere immediatamente la chiamata.

Successivamente, verificate l’identità del richiedente utilizzando un canale di comunicazione alternativo e sicuro: chiamate voi stessi il numero ufficiale dell’istituzione o del familiare utilizzando i contatti salvati nella vostra rubrica, non quelli forniti dal chiamante.

Per quanto riguarda la prevenzione tecnologica, è fondamentale attivare filtri antispam sul proprio smartphone e configurare il blocco automatico delle chiamate provenienti da numeri sconosciuti o sospetti. La maggior parte degli smartphone moderni offre queste funzionalità native, che possono essere ulteriormente potenziate con applicazioni dedicate.

Ricorda che la principale arma utilizzata dai truffatori è mettere la vittima in uno stato di agitazione, creando falsi allarmi o situazioni di urgenza. In questo modo la vittima, presa dal panico, diventa più vulnerabile e, agendo in fretta, compie azioni che a mente lucida difficilmente farebbe.

Il sistema anti-spoofing di AGCOM

L’Italia ha compiuto un passo importante nella lotta contro le truffe telefoniche introducendo misure normative concrete e vincolanti.

A partire dal 19 agosto 2025, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha reso obbligatorio per tutti gli operatori telefonici nazionali un sistema anti-spoofing che impedisce la falsificazione dei numeri di telefono.

Questa normativa, frutto di un lungo lavoro svolto da un tavolo tecnico che ha coinvolto associazioni di consumatori, imprese, operatori di telecomunicazioni ed esperti del settore, rappresenta una svolta concreta nella tutela degli utenti.

Il funzionamento del sistema è relativamente semplice ma efficace: le chiamate provenienti dall’estero verso l’Italia che espongono illegittimamente un numero con prefisso italiano vengono automaticamente bloccate.

In pratica, se ricevete una telefonata dall’estero, questa dovrà riportare il prefisso reale del Paese di provenienza, come +33 per la Francia, +44 per il Regno Unito e così via. Qualora la chiamata arrivi da un server straniero ma mostri il prefisso +39 dell’Italia, verrà bloccata automaticamente dal sistema.

Al momento dell’introduzione, questo sistema proteggeva unicamente le numerazioni di rete fissa, lasciando ancora scoperte le chiamate provenienti da cellulari.

Tuttavia, dal 19 novembre 2025 il blocco dovrà essere esteso anche ai numeri che simulano di essere cellulari italiani. Questa implementazione presenta maggiori complessità tecniche, poiché gli operatori dovranno verificare se il numero appartenga davvero a un utente in roaming all’estero e, solo in caso positivo, consentire la chiamata verso l’utente italiano.

Alcuni metodi per combattere il vishing

Oltre alle misure normative e alle strategie comportamentali, esistono strumenti e pratiche aggiuntive che possono rafforzare la vostra difesa contro il vishing:

  • Innanzitutto, è importante limitare la quantità di informazioni personali e materiale audio che condividete pubblicamente sui social media. Ogni video in cui parlate, ogni registrazione vocale che pubblicate può potenzialmente essere utilizzata dai truffatori per creare un clone della vostra voce. Considerate di impostare i vostri profili social su privato e di essere selettivi riguardo a chi può accedere ai vostri contenuti.
  • Un’altra pratica utile consiste nello stabilire con i familiari stretti un sistema di verifica personalizzato, una parola chiave segreta o una domanda specifica che solo voi conoscete e che può essere utilizzata per confermare l’identità in caso di chiamate sospette o richieste urgenti di denaro.
  • Per quanto riguarda gli strumenti tecnologici, esistono applicazioni e servizi di rilevamento dei deepfake audio che possono aiutare a identificare voci clonate, anche se la loro efficacia non è ancora assoluta.
    Soluzioni come McAfee Deepfake Detector rappresentano un primo passo in questa direzione, anche se la tecnologia di clonazione vocale evolve rapidamente e richiede aggiornamenti costanti dei sistemi di protezione.

È fondamentale rimanere informati sulle nuove tecniche di frode e sugli aggiornamenti normativi, poiché il panorama delle minacce cyber è in continua evoluzione.

Cosa fare se si è vittima di un attacco vishing

Se malauguratamente dovessi cadere vittima di un attacco vishing, è importante agire tempestivamente:

  1. contatta immediatamente la tua banca per bloccare eventuali transazioni;
  2. presenta denuncia alle autorità competenti;
  3. informa i tuoi contatti che la vostra voce potrebbe essere stata clonata.

Ricorda che la vergogna non deve impedirti di segnalare l’accaduto: più denunce vengono presentate, più le autorità possono mappare il fenomeno e sviluppare contromisure efficaci. La combinazione di consapevolezza, prudenza, strumenti tecnologici e normative adeguate rappresenta la migliore difesa possibile contro la continua evoluzione del vishing.

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